Sabato, 24 Settembre 2016 08:19

Problema al sistema d'allarme

Problema al sistema d’allarme

non funziona più bene!

fine novembre 2015

Arrivata una chiamata dal centro !

Il sistema d’allarme non funziona,  ma solo quando piove !  

Per prima cosa, via mail gli do istruzioni per isolare le 4 schede elettroniche che controllano i 4 settori,  una per una,  in modo da riuscire a capire se il problema viene da un solo settore e quindi circoscrivere il problema.    Dopo un po’ di tentativi Ernest,  il responsabile del centro di riproduzione di Ampijoroa, riesce a capire che il problema arriva solo dal settore B e quindi, scollegando solo quello  la protezione sui restanti 3 settori (A, C e D) funziona. Siccome il difetto si verifica solo di notte quando piove (nella stagione pre-pioggia solitamente piove solo di notte),  ci concentriamo sulla linea dei sensori che è stata installata nel 2010 e che fino ad ora non aveva mai dato problemi. Il personale del centro ha verificato scrupolosamente il cavo di tutta la linea,  ma non ha riscontrato tagli o infiltrazioni visive,  ma purtroppo è chiaro che un’infiltrazione c’è. Quindi decido di partire per la foresta con un rotolo di cavo coi sensori, che avevamo, in attesa di essere installato nel parco di Soalala, che ha i lavori sospesi .

Arrivati nel centro,  inizio a verificare le caratteristiche della linea col tester ed in effetti la linea B ha un valore differente rispetto le altre,

(sistema elettronico)

   quindi proviamo a tagliare in due la linea sperando di sostituire solo la metà,  ma così non è quindi ritagliamo ancora a metà la restante e capiamo che è nel primo quarto,

(linea vecchia)

  ma ormai avendo effettuato troppi tagli decidiamo di sostituire tutta la linea con quella nuova;

(Ernest al lavoro)

  non possiamo rischiare di dover ritornare e rifare un altro lungo viaggio.

(Agostino al lavoro)

Sostituita tutta la linea,  fortunatamente il sistema sembra rispondere bene e quindi mi rilasso facendo un giro nel centro per scattare un po’ di belle foto :

(due baby nate col sacco vitellino non ancora ben assorbito)

 

 

(alcune uova nella nostra incubatrice)

 

(alcune “lucertolone” local)

 

(le baby nei nuovi recinti allargati su nostro consiglio)

 

(un po’ di “belle palle”)

Non manca la consueta visita al nostro Norbert 1017

il più grande maschio di Angonoka conosciuto,  che abbiamo recuperato noi del Tarta Club Italia nella missione del 2010, che trovo in una posa inconsueta,  sembra proprio che voglia farci capire che non ne può più di restare in quarantena, in un piccolissimo spazio a disposizione e specialmente con tante belle femmine a disposizione ……

Una visita nella sezione dedicata alle Pyxis planicauda.

 

E visita alle Erymnochelys madagascariensis.

 

Un uccellino “rosso fuoco”.

 

 (il fiore del Granadilla)

 

(fiore dell’Ibiscus, presente anche qui)

(un bel camaleonte che si gode una leggera pioggerellina)

Una delle soventi situazioni “penose”,  animali costretti in cattività come questo piccolissimo lemure Sifaka

 

 

che probabilmente per catturarlo hanno ucciso la madre;  una famiglia di pescatori si ostinava a cercarlo di allevare. Ho provato a convincerli che era meglio lasciarlo ad un centro specializzato e che da loro non sarebbe vissuto, specialmente se alimentato solo a mango;  infatti dopo dieci giorni è deceduto. Poi non contenti ci hanno riprovato con un lemure fulvus ma la finale è stata identica (che tristezza).

Un’altra storia tristissima che mi ha lasciato veramente l’amaro in bocca:   una grossa tartaruga marina 

che ho cercato in tutti i modi di acquistare per donargli la libertà,  a volte la fortuna non gira per il verso giusto,   il pescatore che l’aveva in un deposito, legata, in attesa di mangiarsela,  si è spaventato, pensava che lo volevo denunciare alla gendarmeria e l’ha uccisa e fatta sparire;  veramente peccato,  ci sono arrivato molto vicino,  eravamo già d’accordo per il prezzo (9 euro) ma sfortunatamente sono stato costretto a fare un salto a casa in fretta per via di materiale da prendere per il lavoro che stavo eseguendo in quel momento insieme ai mie bambini che stavamo raccogliendo la plastica dalla spiaggia, li ha spaventati interpretando male il mio movimento e non se n’è fatto più nulla……

E per finire, perché no:  un po’ di bellissimi tramonti dalla meraviglisa Mahajanga.

 

Agostino Montalti
Pubblicato in TCI

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