Nel corso del “Progetto Angonoka”,  che il Tarta Club Italia sta sviluppando sin dal 2009 in Madagascar,  nel 2014  nasce l'idea di fare qualcosa per far si che finisca in mare la minor quantità possibile di plastica,  con la speranza di preservare quello che rimane della stupenda biodiversità di questo meraviglioso paese,  con l'ottica di salvare soprattutto qualche tartaruga marina che ancora depositano le uova nella grande spiaggia locale (vedi articolo del 2011 dove abbiamo salvato 57 esemplari destinati a morte certa http://www.tartaclubitalia.it/index.php/associazione/2014-04-26-14-10-11/le-sorprese-non-finiscono-mai). Anche recentemente abbiamo rilevato tracce di uova schiuse,

 

in una spiaggia densamente utilizzata dai vacanzieri,  proprio in mezzo alle “paiotte” (rozze costruzioni con tetto in foglie di palma, affittate e utilizzate come parasole dai turisti, soprattutto locali).

Siamo riusciti a coinvolgere i bambini dei pescatori del piccolo villaggio denominato Petite Plage,

 

con la speranza che un giorno qualcuno si sensibilizzi sul gravissimo problema della plastica gettata,  che qui è assolutamente sottovalutato; pressoché tutto il paese è ormai sommerso da plastica di ogni tipo e i locali ci vivono tranquillamente,  e di tanto in tanto la bruciano,  aumentando così il problema, inquinando inesorabilmente l'ambiente con la micidiale diossina,  una delle sostanze più cancerogene esistenti.

Inizialmente utilizzavamo solo grandi sacchi che trasportavamo su un quad,


non senza evidenti difficoltà,  poi abbiamo costruito un rudimentale carretto,


sempre trainato da un quad, mezzo indispensabile per operare sulla spiaggia, e che col tempo abbiamo poi migliorato.  Successivamente, a dicembre 2015, visto l'interesse delle autorità locali abbiamo pensato di creare un'associazione locale dedicata ai problemi sia di pulizia delle spiagge ma anche ambientali, denominandola “Mahajanga Ville Propre” (che vuol dire Mahajanga città pulita). Nel luglio 2016, pur con notevoli difficoltà (qua la burocrazia è a livelli stratosferici) abbiamo richiesto il riconoscimento ufficiale al Ministero dell'Interno malgascio,  consci che poteva servirci anche per il progetto già in corso del Tarta Club Italia sulla protezione delle rarissime Astrochelys yniphora ,  soprattutto per la costruzione, allora in corso, di un parco dedicato alle specie terresti del Madagascar (ora denominato Tortues Mada Park). Nello statuto della nuova associazione c'è ben evidenziato che è sostenuta principalmente dal Tarta Club Italia.  

 

Nel febbraio 2017 l'associazione Mahajanga Ville Propre è stata ufficialmente riconosciuta dal Ministero dell'Interno del Madagascar e quindi quando il nuovo parco era ormai in via di completamento(luglio 2016),  ci siamo mossi per richiedere a sua volta il riconoscimento e le dovute autorizzazioni dal Ministero delle Foreste e dell'Ambiente.

Abbiamo scelto di richiedere le autorizzazioni del nuovo parco a nome dell'associazione Mahajanga Ville Propre,  in quanto sarebbe stato molto difficile ottenere i permessi tramite richiesta fatta direttamente dal Tarta Club Italia(pur se nello statuto è chiaro che è sostenuta dal TCI),  associazione che non è riconosciuta ufficialmente in Madagascar e seppur opera qui sin dal 2009,  lo fa come supporto ad un'altra associazione riconosciuta che è il Durrell Wildlife Conservation Trust .

Al momento per il nuovo parco siamo in attesa di un'ulteriore visita del responsabile generale del ministero,  in quanto in ballo non ci sono solo i permessi ma anche la possibilità di ottenere degli esemplari di Astrochelys yniphora da detenere ed allevare,  sempre in accordo anche con il Durrell,  in ambito di un nuovo progetto atto a preservare la specie anche contro gli attacchi di banditi.

L'idea è che il centro di Ankarafantsika rimanga solo come centro di riproduzione, aggiungendo dei centri satelliti che servono da allevamento per la specie.

In questo modo se un centro venisse malauguratamente attaccato,  rimangono comunque sempre gli altri e la specie corre minor rischio di estinzione.

Poco più di 500 esemplari in cattività sono tutti in un unico centro, quello di Ampijoroa all'interno della foresta di Ankarafantsika e questo,  alla luce di un recente attacco di 4 banditi, dove sembra implicato anche il comandante della gendarmeria locale,  crea non poche preoccupazioni.

Comunque l'associazione Mahajanga Ville Propre continua a lavorare con la raccolta domenicale della plastica, con mediamente 15-20 bambini, di età dagli 8 ai 12 anni  e mediamente raccogliamo dai 20 ai 30 grandi sacchi. Ovviamente per i bambini è visto come un gioco ed è giusto che così sia,  e alla fine di ogni incontro distribuiamo loro dei dolci vari.

 

La spiaggia di Petite Plage è diventata ormai la spiaggia più conosciuta e visitata dagli abitanti sia locali che della capitale Antananarivo (circa 600 km di distanza) con forte presenze durante i mesi che vanno da luglio a settembre. Purtroppo al momento la spiaggia, pur essendo frequentatissima,  è praticamente abbandonata da tutte le autorità locali che non fanno altro che promettere invano;  figuratevi che non esiste un solo bidone dell'immondizia ne su tutta la spiaggia ne sul villaggio.

La spiaggia è invasa da paiotte, ombrelloni e costruzioni rudimentali utilizzate come bar e gargotte


 

dove si mangiano i piatti principali locali a base di riso, pesce e pollo,  ovviamente non esistono regole e l'immondizia, soprattutto la plastica è veramente esagerata.

Nel 2015 avevamo regalato 10 bidoni dell'immondizia che per due giorni hanno lavorato egregiamente,  ma poi il terzo giorno sono spariti…….. purtroppo nessuno voleva andare a svuotarli nel contenitore principale che si trova a 400-500 m di distanza e così se li sono portati a casa.

Ora,  dopo tanti incontri con le autorità locali,  stiamo cercando di impostare un sistema di gestione della pulizia spiaggia con una persona stipendiata,  ma speriamo che non siano le ennesime promesse all'aria.

E pensare che per organizzare tale sistema di pulizia servono solo 1200-1500 euro all'anno, facilmente reperibili dagli utilizzatori della spiaggia,  semplicemente facendo pagare una piccola tassa a testa, così come fanno in tutte le spiagge del mondo civile;  il concetto è: “tu sporchi, tu paghi”.

 

Pubblicato in TCI

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