Attività 2003

  1. dicembre - richiesta di riconoscimento come associazione di volontariato
  2. 16 novembre - partecipazione al 3° Convegno Nazionale delle Associazioni Erpetologiche
  3. 15-16 novembre - TCI alla mostra: mini Reptilia e Anfibia Day
  4. 08 ottobre - Proposta di modifica della Legge 150/92 sulle Testudo Europee
  5. 14 settembre - partecipazione al 2° Convegno Nazionale delle Associazioni Erpetologiche
  6. 13-14 settembre - Tartarughe Beach 2003
  7. 24 agosto - partecipazione al 1° Convegno Nazionale delle Associazioni Erpetologiche
  8. 28/29 luglio - TCI al Reptiles Day di Longar
  9. 30 maggio - lettera al CITES, “Richiesta Adozioni”
  10. 27 maggio - articolo del Tarta Club Italia per illustrare importanti modifiche alle normative
  11. 26/27 aprile - partecipazione alla mostra Terraristica Toscana
  12. 11 aprile - conferenza allo ZOOMARK 2003
  13. 08 aprile - documento “Riflessioni sulle Testudo Europee”
  14. 28-30 marzo - partecipazione a Reptilia e Anphibia Day
  15. 26 marzo - documento “Proposta di Legge”
  16. 10 marzo - invio documento "problematice sulle testudo"
  17. 28 gennaio - incontro con rappresentanze ministeriali
  18. 24 gennaio - invio lettera con temi da trattare
  19. Gennaio - accordi con ministeri
  20. 10 gennaio - lettera di protesta

 

  1. Tarta Club Italia richiede alla provincia di Forlì-Cesena il riconoscimento come associazione di volontariato con fini naturalistici (in attesa di riconoscimento).
  2. Partecipazione al 3° Convegno del Consiglio Nazionale delle associazioni erpetologiche e terraristiche a Cesena nei locali della mostra Reptilia e Anphibia Day, con il presidente Agostino Montalti come rappresentante del TCI, per eleggere i 5 rappresentanti dell’associazione, che a sua volta forniscono 5 delegati + 5 riserve che verranno accreditati ai Ministeri di Roma; il TCI viene eletto come uno dei 5 rappresentanti del consiglio nazionale e accredita ai Ministeri il dott. Mattia Bielli con riserva dott. Francesco Origgi.
  3. Partecipazione da parte del TCI alla mostra: mini Reptilia e Anfibia Day di Cesena (tavoli offerti dalla direzione), con Agostino Montalti, Matteo Ricci, Ivano Amaducci, Davide Urbinati e Micaela Morri.
  4. Creazione di nuova proposta, da inserire nel documento finale del consiglio nazionale da inviare a tutti i Ministeri, al CITES e alla Commissione Scientifica, denominata "Proposta di modifica della Legge 150/92 sulle Testudo Europee".

    Proposta di modifica della legge 150/92 sulle Testudo europee by Tarta Club Italia

    Sono oltre 5 milioni le testuggini terrestri in cattività nei giardini Italiani (suddivise soprattutto fra Testudo hermanni, Testudo marginata e Testudo graeca). Un grande patrimonio che, se ben valorizzato, contribuirebbe alla salvaguardia delle poche migliaia di esemplari rimasti in natura.
    Purtroppo l’attuale legge 150/92, con troppo burocrazia, di fatto blocca il libero mercato degli esemplari nati in cattività, incentivando il bracconaggio ed il mercato nero.
    Fino a quando non si faciliterà il rilascio dei certificati CITES per le testuggini nate in cattività, semplificando la procedura ed eliminando l’inutile registro (almeno per gli allevatori), non si soddisferà mai la forte domanda da parte degli appassionati (situazione ideale per bracconieri e mercanti disonesti).
    Il fatto stesso che, in Italia, per il rilascio dei certificati CITES , venga richiesto anche il pagamento di una tassa invece che degli incentivi, come già avviene negli Stati Uniti, denota che il problema non è affatto capito.
    L’attuale proibizionismo ha drasticamente ridotto il numero delle Testudo marginata sarde, ormai seriamente minacciate di estinzione nel loro habitat (il fenomeno si è accentuato soprattutto negli ultimi 8-9 anni da quando è entrata in vigore la legge 150/92). La stessa sorte sta coinvolgendo anche le Testudo hermanni.
    Poter disporre di un elevato numero di esemplari di Testudo nate in cattività, diminuirebbe note-volmente anche le importazioni di tartarughe esotiche in Allegato B, che molto spesso provengono da paesi che rilasciano, con grande facilità, certificati molto dubbi; la maggior parte di questi rettili, purtroppo, è destinata a morire in breve tempo, perché sono specie molto difficili da allevare per la difficoltà nel ricreare un adeguato habitat.

    Questi, sono i punti da modificare per semplificare il rilascio dei certificati CITES:
    - Eliminare il registro per gli allevatori (che è un forte deterrente ), mentre rimane sempre l’obbligo di denunciare le nascite ed i decessi.
    - Sostituire l’attuale sistema di identificazione (2 foto per ciascuno dei primi 5 anni) in quanto non garantisce l’identificazione, in quanto le giovani testuggini mediterranee sono praticamente tutte uguali ed in continua crescita.

    Il nuovo sistema di marcaggio, proposto dal Tarta Club Italia, utilizza della vernice per ceramica e vetri in questo modo:
    - I colori sono 10 e classificati esattamente come la scala dei colori per le resistenze elettroniche:
    1 = marrone
    2 = rosso
    3 = arancio
    4 = giallo
    5 = verde
    6 = blu
    7 = viola
    8 = grigio
    9 = bianco
    0 = nero

    I colori sono apposti nel centro degli scudi cornei costali (o laterali) e vertebrali (o dorsali) posteriori (è importante non deporre il colore fra uno scudo e l’altro, altrimenti disturberebbe la regolare conformazione degli stessi, durante la crescita e il colore potrebbe staccarsi).

    Il primo colore posto sul 4° scudo laterale sinistro (guardando la Testudo da dietro) classificato co-me “ a “, identifica l’anno (in questo caso è l’arancio che corrisponde al numero 3 ed equivale all’anno 2003 o comunque al terzo anno della decade in corso).
    Il secondo colore (sul 5° scudo dorsale) classificato come “ b “, viene letto come una unità se è singolo, corrisponde ad una o più decine se è abbinato al colore “ c “(4° scudo laterale destro) o ad un o più centinaia se in compagnia dell’eventuale colore “ d “ (3° scudo laterale destro).
    Quindi leggendo i valori corrispondenti ai colori, nell’esempio della foto 4 , avremmo i seguenti dati : anno 03 e numero 25.
    Se le nascite, per ciascuna specie, fossero superiori a 99, l’utilizzo di solo 4 scudi (il 5° dorsale, il 4° laterale sinistro ed il 3° e 4° laterale destro) permetterebbe una numerazione fino a 999 esemplari di una sola specie.
    La colorazione del successivo scudo, il 2° laterale destro(e) consentirebbe di numerare fino a 9999 esemplari dello stesso anno di nascita.
    Utilizzando gli scudi della parte anteriore del carapace, più precisamente il primo laterale de-stro(f), il primo dorsale(g) ed il primo laterale sinistro(h), si da un numero a ciascun allevatore, che può arrivare a 999 in caso di utilizzo delle suddette scaglie, e di ben 9999, utilizzando anche il secondo laterale sinistro(i).
    Il Tarta Club Italia , può farsi garante di fornire tale numerazione agli allevatori che ne fanno richie-sta per la certificazione CITES, gestendo un apposito archivio e aggiornando il CITES Centrale di Roma (così come già fa il FOI, per i volatili).
    I test sui colori per ceramica, eseguiti da oltre 10 anni, sono risultati molto resistenti fin poco pri-ma dell’età della riproduzione.
    Ovviamente poi al 5° anno di età, si provvederà ad effettuare le 2 foto identificative che verranno apportate sul documento CITES e saranno definitive (a questa età i caratteri iniziano ad essere già ben distintivi per garantire la non equivocità sui riconoscimenti).
    I certificati devono essere rilasciati dagli uffici CITES Provinciali , entro pochi giorni dalla richie-sta (in Germania vengono rilasciati entro 5 giorni), a tutti gli allevatori che hanno ricevuto il nume-ro allevatore e regolarmente denunciato le nascite.
    Inoltre come riconoscimento per l’opera di salvaguardia che esercitano gli allevatori, non deve essere imposta alcuna tassa al rilascio di suddetti certificati CITES.

    In fede:
    Agostino Montalti (Presidente Tarta Club Italia, fax 0547-71228)
    Cesenatico 08/10/2003
  5. Partecipazione al 2° Convegno Nazionale delle Associazioni Erpetologiche e Terraristiche a Cesenatico nei locali della mostra Tartarughe Beach 2003, con il Dott. Mattia Bielli come rappresentante del TCI e discorso del pres. Agostino Montalti, per richiedere di inserire nel documento finale, una nuova proposta di modifica delle normative sulle tartarughe.
  6. Ha luogo la seconda edizione della nostra mostra.

    TARTARUGHE BEACH 2003
    nei nuovi locali della Colonia Agip a Cesenatico, con inaugurazione del direttore del CITES centrale di Roma Ing. U. Mereu. 5 conferenze dei migliori veterinari, oltre 900 tartarughe esposte, 42 espositori e oltre 8000 visitatori e numerosi ospiti tra cui RAI tre. 12 esemplari premiati in 4 diverse categorie, più 2 premi dell’organizzazione (recensione e foto nella sezione mostra del sito).
  7. Partecipazione al 1° Convegno Nazionale delle Associazioni Erpetologiche e Terraristiche a Fiuminata (MC), con il dott. Mattia Bielli in rappresentanza del TCI, per discutere la creazione di un documento da consegnare ai Ministeri. Particolare importanza riservata alla compilazione dell’elenco delle specie pericolose.
  8. Seconda partecipazione da parte del TCI al Reptiles Day di Longarone (tavolo ancora una volta offerto dalla direzione), con i soci Matteo Ricci, Davide Urbinati e Micaela Morri.
  9. Lettera al CITES, “Richiesta Adozioni”, per ottenere l’adozione delle tartarughe sequestrate o consegnate. Per evitare che finiscano in centri fatiscenti o di dubbia correttezza e siano invece affidate alle cure degli appassionati (lettera esposta alla Commissione Scientifica).

    Cesena li 30-05-2003
    Spett.le CITES Centrale
    All’attenzione dell’ing. U. Mereu

    Il Tarta Club Italia, si rende disponibile ad organizzare un sistema di Adozioni, per tutte le tartarughe, da voi sequestrate, ritirate o trovate.

    Selezionando fra i tanti soci allevatori (ormai di tutte le regioni d’Italia), quelli che garantiscono la migliore detenzione, possibile.

    In primo luogo, per migliorare la qualità di vita di tali esemplari, che spesso vengono allocati in centri di recupero che le detengono in pietose condizioni.

    Rimaniamo in attesa di riscontro, per meglio discuterne i particolari.

    Cordiali saluti
    Agostino Montalti
  10. Articolo del Tarta Club Italia per illustrare importanti modifiche alle normative (risultato, anche dell’intenso lavoro del TCI).

    CITES, finalmente buone notizie!

    Non abbiamo ancora vinto la “guerra”, ma una “battaglia” sì!!!!

    Il Tarta Club Italia, neo associazione che raggruppa tutti gli appassionati ed allevatori di tartarughe, con lo scopo di migliorare la qualità di vita delle testuggini, e non di meno per la salvaguardia delle specie in natura, nato a Cesenatico nel settembre del 2002 in occasione della prima mostra di tartarughe , denominata Tartarughe Beach 2002, si è calato nelle vesti di paladino per una difficile crociata contro le assurde leggi vigenti.
    Primo punto positivo è stato sicuramente il riconoscimento del Club, come interlocutore, da parte dei responsabili e legislatori dei ministeri, specialmente se si pensa che fin’ora tutte le decisioni sono sempre state prese senza interpellare nessuna associazione di categoria.
    Per non parlare poi della composizione dei membri della Commissione Scientifica, in cui non vi sono presenti le associazioni di molte delle principali categorie di animali, soprattutto le più diffuse.
    Finalmente dopo mesi ove si susseguivano modifiche su modifiche alle normative riguardanti le Tartarughe, a tal punto che ogni mese gli uffici provinciali del Corpo Forestale dello Stato, richiedevano agli allevatori, una procedura diversa, arrivando ad una situazione di blocco totale, si è aperto uno spiraglio di luce, verso una corretta e giusta semplificazione.
    Il nervosismo era palpabile anche da parte degli organi addetti ai controlli, che non ci capivano più nulla.
    Senza pensare che ogni ufficio CITES regionale applicava le norme in modi totalmente differenti.
    Dopo l’incontro a Roma (fine febbraio), organizzato proprio per vedere di sbloccare la situazione, le lettere di protesta(sottoposte alla commissione scientifica) e i continui contatti sia con il coordinatore del Ministero dell’Ambiente ed i responsabili del CITES Centrale, i primi risultati si sono fatti vedere .
    Certamente riteniamo che ci sia ancora tanto da fare, però questo è un primo passo importante.
    Ora cercherò di spiegare in modo semplificato, le ultime normative , che dividerei in due punti principali:
    - Uno riguarda gli allevatori che in qualche modo intendono effettuare qualsiasi forma di commercio, i quali devono effettuare la procedura per il rilascio dei certificati CITES , la cui richiede la compilazione di un modulo, con due foto (carapace e piastrone) più in allegato copia dei documenti dei genitori, per ciascun esemplare.
    Per gli esemplari nati in cattività, fino ai 5 anni di età, le foto devono essere ripetute ogni anno ed essere applicate al documento.
    Tale procedura dovrebbe essere gestita direttamente dagli uffici Cites provinciali , senza passare da Roma che poi non li rilasciava mai.
    Per ciascun certificato CITES emesso, si deve pagare una cifra di poco superiore ai 15 euro.

    - L’altro, gli allevatori che non intendono vendere o comunque fare nessuna forma di commercio, per i quali la procedura è addirittura semplificata, infatti mentre prima del 12 settembre 2002, per qualsiasi donazione, occorreva compilare in tre copie l’apposito modulo, di cui una per il cedente, una per il ricevente ed una per l’ufficio Cites competente, ora tale modulo non è obbligatorio (tuttavia si consiglia di compilare il modulo per il ricevente il quale, deve essere sempre in grado di dimostrarne la provenienza).

    - L’obbligo di dichiarare lo spostamento rimane per gli esemplari “selvatici” e qui occorre precisare cosa si intende per esemplari selvatici: sono tutti quelli per cui non è chiara la provenienza, compresi anche gli esemplari adulti che furono dichiarati nelle sanatorie del 94/95, ove non furono dimostrate le provenienze.
    Non serve più la segnalazione per gli spostamenti dovuti per accoppiamenti, visite mediche o partecipazione alle mostre, ad eccezione che per gli esemplari selvatici (è sufficiente una semplice comunicazione all’ufficio Cites provinciale).
    Se nel secondo caso le procedure sono certamente semplificate, nel caso di forme di commercio, troppe cose non vanno:
    - le foto ad esemplari di pochi centimetri, non hanno alcun valore identificativo, infatti le piccole sono talmente simili che neppure l’occhio esperto di un allevatore può riuscire a distinguerle, considerando poi che sono in continua crescita e quindi è impossibile poterle distinguere finendo poi sul ridicolo quando l’anno successivo si dovranno scegliere inevitabilmente “a caso”, per rifare le foto da aggiornare sul certificato CITES.
    A tal proposito il Tarta Club Italia, in marzo, ha inviato alla Commissione Scientifica, un documento in cui si illustrava un nuovo sistema di identificazione, tramite fotografia di una zampa anteriore interna, che è una sorta di impronta digitale indelebile, però consigliabile dall’età di 5 anni, essendo già in dimensioni tali da non variare sostanzialmente (vedi foto) quindi con consiglio di evitare di fare foto fino al quinto anno e poi di farne, ma con estrema sicurezza di distinzione; a questo punto sarebbe sorto il problema di scambi di esemplari, che a nostro parere, non arrecherebbe nessun danno in quanto è appurato che in natura, le piccole testudo sono quasi impossibili da trovare, quindi si tratterebbe sempre di esemplari nati in cattività.
    - Richiedere il pagamento di una quota per ciascun documento, vuol dire che i legislatori, non hanno capito il grande valore e patrimonio di poter disporre di un elevato numero di testudo nate regolarmente in cattività, che indirettamente è la migliore salvaguardia degli esemplari in natura, in quanto si soddisferebbe l’enorme richiesta sul mercato, con automatica riduzione verso i bracconieri.
    L’assurdo è, che in Italia sono stimate in almeno 5 milioni le tartarughe in cattività nei giardini e la maggior parte non regolarmente registrate, quando invece potrebbero fungere come ottimo sistema di salvaguardia.
    - L’eccesso di burocrazia scoraggia molti allevatori a rimanere nella legalità, causando scarsa reperibilità di esemplari riprodotti in cattività, per cui i commercianti, vista la forte domanda di testudo, importano specie esotiche, quasi sempre di dubbia provenienza, portatrici di molte malattie (vedi Herpes-virus e il nuovo X-virus) che poi sono per la stragrande maggioranza, specie difficilmente adattabili al nostro clima e vendute con troppa semplicità, visto che manca una corretta regolamentazione anche sulla vendita di tali esemplari.
    A tal proposito riteniamo che sia si importante la vendita, ma ben regolamentata, in modo che quando un’esemplare viene venduto, vi sia obbligo di consegnare un opuscolo illustrativo sulle sue caratteristiche e corretto allevamento.

    Onde poter chiarire le nuove normative e far si che vi sia una uniformità da parte di tutti gli uffici CITES provinciali, il Tarta Club Italia è riuscito a convincere il CITES Centrale di Roma a fare un documento che raccolga tutta la normativa, in modo semplificato e semplice da capire, questo, sarà inserito nel sito ufficiale del Corpo Forestale dello Stato.
    Per altre informazioni, questo è l’indirizzo di posta elettronica, del Tarta Club Italia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Ricordiamo che il Tarta Club Italia, continua nell’impegno preso e si auspica che sempre più amanti delle Tartarughe, si iscrivano al club; l’iscrizione è “Una tantum”, quindi senza obbligo di rinnovi annuali, a quota ad offerta libera.
    Il modulo per l’iscrizione lo trovate nel nostro sito.

    Inoltre il Tarta Club Italia è l’organizzatore della seconda edizione della mostra di tartarughe, Tartarughe Beach 2003, nella splendida Cesenatico, in riviera Romagnola, il 14 settembre, mentre il 13 sono in programma ben cinque conferenze dei migliori veterinari d’Italia e l’assemblea del Club.
    L’ingresso alle conferenze ed alla mostra sono assolutamente “Gratis”.
    Visto il successo della prima edizione, per la prossima è previsto una eccezionale quantità di espositori e visitatori.
    La domenica saranno a disposizione del pubblico, ben sette dei migliori esperti veterinari sui rettili.
    Un concorso, distinto in quattro sezioni (esotiche, marginate, greche ed hermanni), valutato da una giuria di esperti internazionali, premierà anche le più belle tartarughe.
    La nuova edizione si terrà in una più ampia sede, con grande sala direttamente sulla spiaggia e sul mare.
    Ulteriori informazioni le trovate sempre nel nostro sito.

    Cordiali saluti
  11. Partecipazione da parte del Tarta Club Italia alla mostra: Terraristica Toscana, a Poggibonsi (Siena), con i soci Francesca Bianchi e Alan Ricci (tavolo offerto dalla direzione).
  12. Conferenza da parte del presidente Agostino Montalti, allo ZOOMARK 2003 di Bologna alla tavola rotonda sulle normative CITES.
  13. Invio al CITES e ai Ministeri, di documento “Riflessioni sulle Testudo Europee”, che viene esposto e discusso alla Commissione Scientifica.

    RIFLESSIONI SULLE TESTUDO EUROPEE
    Il Tarta Club Italia, ha effettuato un sondaggio con ricerca di informazioni, fra gli allevatori, appassionati e un gruppo Sardo affiliato, che effettua un controllo attivo sul territorio, per la salvaguardia delle testudo (denominato “salviamo le tartarughe”), per approfondire il problema “bracconaggio e mercato nero” sulle testudo.

    Si sono evidenziati alcuni punti:
    - Il bracconaggio è effettuato esclusivamente su esemplari adulti e solo raramente su qualche subadulto, in quanto in natura, le piccole tartarughe, sono difficilissime da trovare (tanto che gli amici Sardi, che effettuano i controlli nel nord della Sardegna, negli ultimi anni, hanno avvistato solo un piccolo di Marginata di circa un anno di età).
    - Il metodo più utilizzato dai bracconieri, per vendere le tartarughe è l’utilizzo di annunci in mercatini in internet (peraltro che ben conosciamo). Se ci fosse la volontà, si potrebbero facilmente individuare.
    - Il mercato nero è notevolmente aumentato, ed in particolar modo da quando sono bloccate tutte le cessioni, dovuto al fatto che se non si trovano tartarughe, per vie legali, aumentano le richieste al mercato illecito; inoltre, molti allevatori non denunciano più le nascite e cedono le testudo, senza documenti.
    - Questo dimostra che l’aumento di burocrazia, è assolutamente negativo sia per la salvaguardia delle specie in natura che per quelle in cattività.
    Quindi, dato che il bracconaggio è solo su adulti, riteniamo importante, rilasciare i certificati CITES, per le testuggini nate in cattività, solo con la denuncia di nascita (come prima di Settembre 2002).
    Con l’obbligo di consegnare 2 foto per ciascun esemplare, al compimento del 5° anno di età; una vista da sopra e una , di una zampa anteriore, in quanto le scaglie sono una sorta di impronta digitale.
    In questo modo la tartaruga è sempre ben distinguibile, anche se aumenta vistosamente di dimensioni; tale metodo è affidabile dall’età di 4-5 anni in poi.
    Allego foto, che illustrano il metodo di riconoscimento.

    Le foto dovrebbero essere timbrate dall’ufficio di competenza, ed allegate al documento CITES Originale.
    Senza compilare dei ridicoli modulari, visto che è impossibile attribuirne la paternità e spesso anche la maternità.
    Con tale semplice procedura, si snellirebbe anche il lavoro degli uffici CITES.
    Ovviamente il solo rischio, sarebbe quello, che vengano sanate delle testuggini non denunciate, ma comunque sempre nate in cattività, quindi non sarebbe poi così negativo, visto che ben sappiamo che almeno il 70-80% delle testuggini in cattività non è regolarmente denunciato.
    Sarebbe comunque un buon compromesso e un incentivo a rimanere nella legalità.
    Inoltre per snellire le procedure (sia per gli uffici CITES che per gli allevatori), se avvengono regolari denuncie di nascita,morte,vendita o donazione, non si debba richiedere anche l’obbligo del registro di carico (come nella maggior parte dei paesi Europei).

    Cesena li 08/04/03
    Agostino Montalti
  14. Partecipazione da parte del Tarta Club Italia alla mostra Reptilia e Anphibia Day di Roma, centro congressi Hotel Ergife, (tavolo offerto dalla direzione). Presenti per il club Matteo Ricci, Luciano Siboni, Davide Urbinati e Micaela Morri.
  15. Creazione di un documento “Proposta di Legge” (al momento non utilizzato, in quanto iniziavano a prospettarsi nuovi positivi sviluppi da Roma).

    Proposta Legge n° ...
    Legge quadro sulla tutela e salvaguardia delle Testuggini e valorizzazione delle riproduzioni in cattività.
    D’iniziativa del Tarta Club Italia
    Le attuali leggi, restrittive e troppo burocratiche, hanno ottenuto l’effetto contrario di quello che era l’intento iniziale, di conservazione.
    Di fatto, vietando la vendita, è aumentato drasticamente il fenomeno del bracconaggio e del mercato nero; non valorizzando, l’eccezionale quantità disponibile, di testuggini Europee (in allegato A), che viene valutata in almeno 4/5 milioni di esemplari presenti nei giardini Italiani (cifra condivisa anche dal CITES centrale di Roma).
    Si spreca così l’opportunità di soddisfare le richieste del mercato, diminuendo di fatto, quelle ai bracconieri e al mercato nero; in pratica è il miglior sistema per salvaguardare le poche decine di migliaia di esemplari ancora in natura .
    Occorre quindi valorizzare l’allevamento in cattività e permettere la regolare vendita.
    Il blocco delle vendite, delle specie Europee, ha aumentato le importazioni di specie esotiche (quasi sempre prelevate in natura), di difficile allevamento, portatrici di molte malattie e destinate nella maggior parte dei casi (80/90 %) a morire entro il primo anno.

    Ovviamente la vendita deve essere regolamentata.
    Molto importante poi è il rilascio semplificato dei certificati CITES , per gli esemplari nati in cattività, senza spese a carico degli allevatori, per incentivarne il massimo numero a rimanere nella legalità, visto che il 70/80 % di testuggini Europee in cattività non sono denunciate, causa una scarsa informazione e negligenza da parte degli organi preposti, alle scadenze del 1994 e 1995, termini ultimi per le denuncie (al Sud le denuncie sono quasi inesistenti, nonostante vi sia il massimo numero di testuggini in cattività).
    La proposta di legge viene suddivisa in 5 sezioni :
    Sez. 1 - sulla salvaguardia delle specie Europee
    Sez. 2 - sul rilascio semplificato dei certificati CITES e regole per gli allevatori
    Sez. 3 - sulle regole per la vendita e donazioni
    Sez. 4 - sulle mostre o mostre scambio
    Sez. 5 - sulle sanzioni

    Sezione 1
    Art. 1-1
    E’ vietato abbandonare qualsiasi specie di testuggine; le testuggini terrestri nate in cattività, sono destinate quasi sempre a morire, e quando non succede, possono causare danni genetici incalcolabili, oltre alle possibili trasmissioni di malattie virali non ancora presenti negli esemplari in natura.
    Mentre le acquatiche esotiche, trasformano drasticamente l’equilibrio naturale, in quanto, molte specie, si adattano bene al nostro ambiente e clima, causando la scomparsa dell’unica specie autoctona (Emys Orbicularis), nelle rare zone ove è ancora presente ed essendo voracissime, eliminano moltissime specie di pesci, anfibi e piccoli uccelli.
    Art. 1-2
    Le testuggini acquatiche Emys Orbicularis (in serio pericolo di estinzione) che sono allevate in cattività, devono essere denunciate al Corpo Forestale dello Stato e rispettare tutte le normative, come per le testuggini terrestri Europee, e ricevere regolari certificati CITES (ovviamente anche i neonati).
    Art. 1-3
    In caso di avvenuta impossibilità a detenere le testuggini, devono essere consegnate al Corpo Forestale dello Stato, che provvederà ad adeguata sistemazione, preferibilmente con adozioni mirate, con l’ausilio di Associazioni specializzate (in questo modo non si perderebbe il patrimonio riproduttivo).
    Art. 1-4
    Le specie pericolose, devono essere denunciate anche alle forze dell’ordine, come l’attuale normativa ………………?

    Art. 1-5
    I centri di raccolta o di conservazione , devono poter essere controllati anche dalle associazioni specializzate riconosciute, onde evitare le soventi situazioni di degrado e possibili commerci illegali.
    Tali centri devono detenere un apposito registro di carico .
    Note:
    a - E’ auspicabile incentivare e contribuire (quando possibile) a programmi di reinserimento e salvaguardia delle Emys Orbicularis .
    b - E’ auspicabile incentivare e contribuire (quando possibile) a programmi di salvaguardia delle specie terrestri Europee ed in particolar modo per la Testudo Marginata Sarda (in maggior pericolo di estinzione), anche con seri programmi di informazione, specialmente nei principali porti d’imbarco per e dalla Sardegna (in modo da scoraggiare soprattutto i turisti a prelevare le testuggini).
    Altra informazione importante , deve essere effettuata nelle sedi provinciali della caccia , visto che molti cacciatori o pescatori , ritrovano facilmente le testuggini nel loro habitat .

    Sezione 2
    Partendo dal concetto che il bracconaggio è solo su esemplari adulti o raramente sub/adulti (in quanto è difficilissimo trovare i piccoli in natura) è necessario semplificare l’iter per ottenere i certificati CITES per gli esemplari neonati in cattività e su quelli già denunciati gli anni precedenti.
    Inoltre si deve evitare la compilazione di complessi formulari, in quanto è impossibile individuarne la paternità, visto che le femmine conservano gli spermatozoi fino a 4-5 anni ed evitare le foto nei primi anni, dato che sono indistinguibili e in continua trasformazione (vista anche la negativa esperienza della Germania che richiede le foto dai primi giorni, con gli allevatori che per protesta inviano sempre le stesse foto), questo anche per evitare continui equivoci, da parte degli organi preposti ai controlli, che sarebbero costretti ad effettuare continui verbali e contravvenzioni, scaricando i problemi sugli allevatori o commercianti.

    Art. 2-1
    Entro 20 giorni dalla nascita (o avvenuto ritrovamento nei recinti) i neonati, devono essere denunciati all’ufficio CITES competente, tramite lettera o FAX .
    Il modulo di denuncia nascita deve contenere i dati dell’allevatore, la semplice dichiarazione di possesso dei genitori regolarmente denunciati, data di nascita, specie, quantità, luogo e firma.

    Art. 2-2
    Entro 30 giorni, dalla ricezione della denuncia di nascita, l’ufficio CITES competente deve rilasciare un certificato CITES per ciascun esemplare denunciato .

    Art. 2-3
    Al compimento del 5° anno di età, entro 30 giorni, l’allevatore, deve consegnare all’ufficio CITES competente, due foto per ciascun esemplare; una del carapace visto dall’alto e una, di una zampa anteriore (le scaglie variano da ciascun esemplare e sono come una sorta di impronta digitale).
    Nel caso che l’esemplare abbia cambiato di proprietà anche più volte, al 5° anno, l’attuale proprietario deve fornire le due foto.
    Alla presentazione delle due foto per ciascun esemplare, l’ufficio CITES competente, provvederà immediatamente a timbrarle ed allegarle al certificato CITES dell’esemplare.

    Art. 2-4
    In caso di morte di uno o più esemplari di testuggine, il proprietario, entro 20 giorni dall’avvenuta constatazione, deve restituire il certificato CITES all’ufficio competente.

    Art. 2-5
    L’allevatore deve detenere gli esemplari di testuggine, in condizioni adeguate alle caratteristiche della specie ed in buone condizioni igieniche.

    Art. 2-6
    Gli spostamenti degli esemplari, devono essere segnalati almeno 5 giorni prima, tramite lettera o FAX , all’ufficio CITES competente.
    Anche spostamenti per accoppiamenti, devono essere segnalati almeno 5 giorni prima ed occorre dichiarare la durata dello spostamento provvisorio.
    Ad eccezione di:
    a - Necessità di cure mediche.
    b - Partecipazioni a mostre, con l’estensione ai 2 giorni precedenti l’evento e 2 giorni antecedenti all’evento, con copia (accompagnatoria) dell’iscrizione alla mostra (oltre ai regolari certificati).
    Nota:
    Gli articoli dal 2-1 al 2-6 , riguardano sia le testuggini Europee in allegato A che quelle in B nate in Italia.

    Sezione 3

    Art. 3-1
    Le testuggini, con regolare certificati CITES, potranno essere vendute o donate, sia dagli allevatori che dai commercianti, senza l’obbligo di registro di carico.

    Art. 3-2La vendita o donazione, deve essere accompagnata dal certificato originale CITES, per tutte le testuggini nate in cattività in Italia.

    Art. 3-3Entro 10 giorni dall’avvenuta vendita o donazione, il cessionario deve segnalarla all’ufficio CITES competente, tramite lettera o FAX, compilando l’apposito modulario.

    Art. 3-4
    Il modulario per la segnalazione di vendita o donazione, deve essere compilato in tre copie (una per il cessionario, una per il ricevente e una per l’ufficio CITES competente) e deve contenere:
    a - dati del cessionario
    b - dati del ricevente
    c – specie
    d - data di nascita dell’esemplare o esemplari
    e - numero di documento CITES
    f - dicitura riguardante l’avvenuta consegna di un opuscolo sul corretto allevamento della specie, con relativa firma del ricevente.
    g - luogo e data
    h - firme del cessionario e del ricevente

    Art. 3-5
    Le testuggini in allegato B, non nate in Italia, possono essere vendute o donate, con la dichiarazione di cessione in tre copie, contenente i dati del cessionario, del ricevente, l’origine di provenienza, il numero CITES se c’è, firma per ricevuta opuscolo d’allevamento, data, luogo e firma; senza obbligo di detenere il registro di carico (visto che già effettua una denuncia).

    Art. 3-6
    Il ricevente, se detiene la nuova testuggine, in un territorio di competenza CITES diverso da quello del cessionario, ha l’obbligo, entro 10 giorni, di consegnare al nuovo ufficio CITES competente, una copia o fotocopia , tramite lettera o Fax.

    Art. 3-7
    I commercianti o negozianti, devono detenere gli esemplari in adeguati terrari, con ricreate le condizioni adeguate alla specie (temperatura, umidità, lampada a raggi UVB con non oltre 6-8 mesi di usura ed almeno per 10 ore al giorno).
    Inoltre devono essere detenute in buone condizioni igieniche .

    Art. 3-8
    Commercianti o negozianti, non possono detenere più di una specie per ciascun ternario/espositore.

    Art. 3-9
    Le testuggini provenienti dall’estero, devono essere tenute in quarantena, per un periodo non inferiore ai 40 giorni, prima di essere rivendute, onde evitare il divulgare di pericolose malattie.

    Art. 3-10
    Commercianti o negozianti, non possono detenere le testuggini in espositori o piccoli terrari posti all’aperto, ma solo se in adeguati recinti che ricreano tutte le condizioni indispensabili per un buon allevamento (sole, ombra, rifugi e temperatura) e divisi specie per specie.

    Art. 3-11Le testuggini non possono essere vendute o esposte nei mercati ambulanti.

    Sezione 4

    Art. 4-1
    Le testuggini partecipanti a mostre o mostre/scambio, devono essere detenute in buone condizioni igieniche e sanitarie.

    Art. 4-2
    Devono essere accompagnate dai relativi certificati.

    Art. 4-3
    Gli espositori/contenitori, devono essere semi chiusi in modo da permettere il ricambio d’aria, ma da non permettere al pubblico, di toccare gli esemplari, in modo da evitare contagi ad altre testuggini, di eventuali malattie.

    Art. 4-4
    Eventuali grandi terrari o grandi recinti per l’esposizione, non devono permettere al pubblico di venire a contatto con gli esemplari.

    Art. 4-5
    E’ vietato lo sfruttamento economico delle testuggini, sotto forma di spettacoli, esibizioni o fotografie.

    Art. 4-6
    E’ vietato regalare o mettere in premio, qualsiasi testuggine viva, come forma di premiazione.

    Sezione 5
    Con questa sezione, si intende risaltare il massimo rigore verso qualsiasi forma di bracconaggio, traffici illeciti o abbandono di testuggini.
    Mentre gli inadempimenti burocratici, sono sanzionati in modo più lieve.

    Art. 5-1
    Chiunque preleva una o più testuggini in natura, è punibile con l’arresto da 6 a 12 mesi e con una sanzione da 10.000,00 euro a 60.000,00 euro.
    Se il numero degli esemplari è superiore a due, la sanzione minima è di 20.000,00 euro.

    Art. 5-2
    Chiunque detenga testuggini, non denunciate, è sanzionabile con un’ammenda da 2.000,00 euro a 20.000,00 euro ed il sequestro degli esemplari.

    Art. 5-3
    La violazione dell’art. 1-1 e 1-3, sono sanzionabili con l’ammenda da 5.000,00 euro a 50.000,00 euro.
    Art. 5-4
    La violazione dell’art. 2-1 è sanzionabile con 100,00 euro (in quanto spesso ci sono nascite ritardate all’anno successivo, quindi non aspettate ed inoltre chi le detiene in grandi recinti, possono facilmente sfuggire all’osservazione).

    Art. 5-5
    La violazione degli art. 2-4 , 2-5 e 2-7 è sanzionabile con 200,00 euro.

    Art. 5-6La violazione dell’art. 2-6 è sanzionabile con 100,00 euro.

    Art. 5-7La violazione agli art. 3-2 , 3-4 e 3-6 , sono sanzionabili con 500,00 euro.

    Art. 5-8
    La violazione agli art. 3-7 , 3-8 , 3-10 e 3-11 , sono sanzionabili con 1.000,00 euro.

    Art. 5-9
    La violazione all’art. 3-9 , è sanzionabile da 3.000,00 euro a 30.000,00 euro.

    Art. 5-10
    La violazione degli art. 4-1 , 4-2 , 4-3 e 4-4 , sono sanzionabili con 500,00 euro.

    Art. 5-11La violazione dell’art. 4-5 è sanzionabile con 3.000,00 euro.

    Art. 5-12La violazione dell’art. 4-6 è sanzionabile con 1.000,00 euro.
  16. Invio al CITES e Ministeri, di documento “Problematiche sulle Testudo”, che viene esposto e discusso alla Commissione Scientifica:

    PROBLEMATICHE SULLE TESTUDO
    Cesena li 10/03/2003
    Al Corpo Forestale dello Stato - Servizio CITES Centrale
    Del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali
    All’attenzione dell’Ing. U. Mereu

    Oggetto: problematiche sulle Testudo
    Problemi legati all’identificazione degli esemplari nati in cattività:
    - Risulta oggettivamente problematico stabilire con esattezza la paternità dei nuovi nati per la possibilità di conservazione del seme maschile nella spermateca delle femmine per un lungo periodo di tempo. Per garantire inoltre maggiori probabilità di fecondazione una stessa femmina viene spesso fatta accoppiare con più maschi aumentando le incertezze nella determinazione della paternità.

    - Per via delle caratteristiche intrinseche delle modalità di allevamento delle testuggini (ampi spazi con terreno ricco di rifugi, anfratti e ripari) può risultare difficoltoso individuare prontamente i siti di ovodeposizione (spesso magistralmente occultati dalle femmine che hanno deposto o mascherati dall’azione di eventi atmosferici come piogge e acquazzoni)

    - Nel caso non si utilizzi l’incubazione artificiale la schiusa della uova avviene scaglionata e i nuovi nati da una stessa deposizione possono emergere dal nido anche a lunghi intervalli di tempo gli uni dagli altri aumentando le difficoltà di individuazione degli stessi.

    - Nel caso di deposizioni tardive, soprattutto in zone del Nord Italia, la schiusa può avvenire “a sorpresa” la primavera successiva, spesso fuori dal controllo dell’allevatore.

    Relativamente all’identificazione individuale:
    - A schiusa avvenuta gli allevatori constatano il grosso problema di contrassegnare o marcare i piccoli nati, anche nel caso che abbiano individuato la madre.
    Vari tentativi sono stati provati, con vari tipi di vernici o smalti (smalti per unghie, vernici acriliche, epossidiche e per ceramica) e l’unico che ha dato risultati soddisfacenti sembra essere l’utilizzo di vernice per ceramica mono componente.

    - La tecnica della fotografia pone alcune perplessità in quanto le testudo di pochi giorni, non sono distinguibili tra loro e in solo qualche settimana vanno incontro a cambiamenti tali da risultare molto diverse dalla nascita; tale cambiamento continua per molti anni (per le Marginate addirittura continua tutta la vita, con le zone più chiare sul carapace, che tendono a scurirsi continuamente).
    Le foto possono essere importanti all’età di 4-5 anni, età in cui i caratteri esterni risultano più stabili e alla quale si inizia a distinguere il sesso.
    Preoccupazione è data anche dal fatto che essendo i piccoli nati, indistinguibili e cambiano velocemente, creerebbero grossi rischi di contestazione e contravvenzioni, da parte degli addetti alle verifiche, perché sappiamo bene che in caso di dubbio, si procede al sequestro e poi il problema viene scaricato sull’allevatore .

    Ritengo che il miglior compromesso, come marcatura, possa essere il seguente:
    - Dopo 10-15 giorni dalla nascita (tempo per avere una minima solidificazione del carapace), si provvede a marcare i piccoli con vernice per ceramica sulle scaglie marginali, utilizzandole come sorta di codice .

    Al 4° anno si provvede a fornire 2 foto per esemplare (carapace e piastrone).
    All’8° anno si rifanno altre 2 foto.

    Eventuali anomalie (scaglie anomale, cicatrici, mutilazioni….) verranno annotate per favorire l'individuazione dei singoli esemplari.

    Solo per chi volesse, e per esemplari superiori ai 10cm, è possibile l’inoculazione del microchip in sostituzione di altre modalità di marcatura.

    Conseguenze per il mancato rilascio dei certificati CITES ed eccesso di burocrazia:
    - L’eccesso di burocrazia, la confusione creata dalla difformità di azioni da parte di alcuni addetti CITES ed episodi di eccessiva repressione rischiano di indurre moltissimi allevatori a non dichiarare più le nascite, aumentando così il numero di esemplari di testuggini “illegali” e, di conseguenza, il commercio illegale delle stesse.

    In seguito a tali esasperazioni non sono neppure rari casi di distruzione delle uova o addirittura abbandono incontrollato di individui in natura; così facendo si diminuiscono gli esemplari che possono soddisfare la forte domanda di testuggini sul mercato e aumentano i rischi di inquinamento genetico e la diffusione di malattie infettive.

    Oltre a ciò si assiste al depauperamento di un’importante risorsa che può essere in futuro sfruttata ai fini della salvaguardia delle specie in natura.

    Molti inoltre lamentano l’impossibilità di spostare gli adulti, per gli accoppiamenti, onde evitare i problemi di consanguignità, indispensabili per diminuire le tare genetiche.

    Non essendoci nel nostro paese la disponibilità di esemplari in vendita con regolari certificati, sono aumentati gli acquisti all’estero di animali di possibile dubbia provenienza e con conseguenti grossi rischi di introduzioni di molte malattie, soprattutto l’Herpes-virus, malattia insidiosa e di difficile controllo.

    Da tutti viene chiesto che il rilascio semplificato dei certificati CITES, non comporti nessuna tassa aggiuntiva (come già avviene per altre specie, vedi pappagalli).

    In sintesi:
    - Non condividiamo la visione emersa nel corso del precedente incontro del 28 gennaio scorso riguardo alla crescente richiesta di esemplari selvatici (ma semplicemente di esemplari) e restiamo fermamente convinti che incentivando gli allevatori, nel rispetto delle norme vigenti, snellendo gli adempimenti burocratici, si possa operare nella direzione della salvaguardia delle testuggini mediterranee.
    Chiediamo che nei certificati (vendita-cessione-donazione), venga apposta la firma del ricevente, in cui si specifica l’avvenuta spiegazione della specie in oggetto e consegnato un opuscolo informativo sulle caratteristiche ed allevamento.
    Auspichiamo che il modulario da compilare sia semplificato, con semplice dichiarazione di possesso dei genitori (non potendo individuarli).

    Riteniamo inoltre che, se per le nascite o rilascio dei certificati CITES, occorre:
    - Dichiarazione di nascita
    - Marcatura o foto
    - Compilazione modulistica

    Non si richieda anche la detenzione del registro (non richiesto nella maggior parte dei paesi europei compresa la Germania) ,altrimenti c’è veramente un eccesso di burocrazia che sarebbe controproducente.
    Ad ogni modo, il Tarta Club Italia, si impegna a segnalare al CITES centrale di Roma, tutte le situazioni di illegalità (bracconaggio e vendite illegali), certi di una buona collaborazione reciproca.
    I soci del Tarta Club Italia si rendono inoltre disponibili per l’affido di soggetti posti sotto sequestro, a fornire esemplari per il rilascio in natura (qualora vengano messi a punto seri progetti di reintroduzione), alla partecipazione nella gestione di centri di recupero e ad ogni altra attività che coinvolga il benessere e la salvaguardia delle testuggini mediterranee.

    Cordiali saluti e buon lavoro
    Agostino Montalti
  17. Incontro a Roma.
    Tarta Club Italia è rappresentato da Agostino Montalti, Matteo Ricci ed il dott. Mattia Bielli (rispettivamente: presidente, vice e veterinario delegato) a confronto con le rappresentanze ministeriali e dell’ufficio CITES. Presente anche la Conf. Commercio, rappresentata da un legale e da Camillini Virgilio anche nella veste di fondatore A.I.A.D.
    E’ l’inizio di un importante rapporto di collaborazione e di dialogo, con il primo riconoscimento del Tarta Club Italia, come interlocutore per le problematiche sulle Tartarughe.
  18. Invio lettera con l’elenco dei temi da trattare a Roma:

    Cesena li 24/01/2003
    Spett.le Dott. Maturani
    Come sua richiesta , le allego la lista dei temi da trattare , all’incontro di martedì 28:
    - Semplificazione procedura rilascio certificati CITES.
    - Regole per vendita tartarughe.
    - Regole per allevamento tartarughe.
    - Sanatoria testudo allegato A.
    Cordiali saluti
    Agostino Montalti
  19. Accordi con responsabili del Ministero dell’Ambiente, Ministero dell'Agricoltura e Politiche Forestali e ufficio centrale CITES, per un incontro da tenersi presso le sedi ministeriali di Roma, sull’argomento Tartarughe.
  20. Lettera di protesta, con inizio raccolta firme, con l’aiuto dei principali siti e mailing-list:

    IL DISAGIO DEGLI ALLEVATORI DI TESTUGGINI EUROPEE
    Vogliamo richiamare la vostra attenzione sul disagio di numerosi allevatori amatoriali di testuggini europee, causato dalla entrata in vigore del regolamento CE 1808/01 e della circolare esplicativa 38/2002, che hanno generato confusione e notizie contrastanti.
    Premesso che intendiamo continuare ad operare nel rispetto della normativa e che siamo fermamente contrari a qualsiasi forma di prelievo illegale di esemplari in natura, vogliamo porre alla Vostra attenzione una serie di problematiche che in varia misura purtroppo concorrono a scoraggiare la riproduzione in cattività di testuggini da parte di allevatori che non svolgono attività commerciale.
    I regolamenti CE nnº338/97, 939/97 e 1808/01 e la circolare 38/2002 disciplinano unicamente le modalità per lo svolgimento (in deroga alla Legge 150/1992) di attività commerciali di esemplari di Testudo spp.
    Nulla è stabilito riguardo gli obblighi incombenti per i proprietari di esemplari di Testudo spp. che non svolgono attività di lucro e che, impossibilitati a prestare cure e custodia ai propri animali, intendano donarli o spostarli.
    Tramite lettera è stato comunicato a molti di noi che gli esemplari nati in cattività possono essere ceduti e spostati gratuitamente solo se è appurato che si tratti di esemplari non prelevati dal loro habitat naturale.
    Telefonicamente ci è stato comunicato da alcuni uffici CITES che la verifica della cattività, inspiegabilmente, può essere effettuata solo dalla commissione scientifica (dietro pagamento di spese e tempi prevedibilmente lunghi), vanificando le verifiche effettuate fino ad oggi dai funzionari del Corpo Forestale dello Stato.
    Per gli allevatori questa "innovazione" avrà una ricaduta dannosa. Infatti conseguire l'autorizzazione dalla commissione scientifica richiederà delle spese (incompatibili con la attività amatoriale e gratuita) e soprattutto tempi lunghi.
    I ritardi nelle procedure comporteranno inevitabili sovraffollamenti di tartarughe, in spazi che diverranno angusti, con una promiscuità che potrebbe favorire l'insorgere di malattie infettive e genetiche. Sarà impedito l'accoppiamento tra esemplari di allevamenti differenti, determinando impoverimento genetico delle specie e la non riproducibilità degli esemplari più esposti al rischio di estinzione!
    La recentissima circolare 38/2002, è stata emanata per agevolare le pratiche commerciali, ignorando totalmente gli allevatori amatoriali di testuggini europee.
    Infatti, in apertura della stessa, si legge: "sono emerse problematiche che devono essere immediatamente risolte per non limitare l'utilizzo delle pratiche di allevamento di esemplari appartenenti a specie ad elevato sfruttamento commerciale".
    Al suo interno vi sono disposizioni che riconoscono come prova sufficiente a conseguire l'autorizzazione alla vendita le semplici dichiarazioni di nascita in cattività, come effettuate fino ad oggi presso gli uffici CITES; inoltre è stabilita l'esenzione dall'obbligo di marcaggio con microchip degli esemplari.
    Gli allevatori amatoriali di testuggini europee, che non esercitano attività di lucro, sono del tutto ignorati dalla circolare.
    É opportuno che siano introdotte agevolazioni anche per la cessione gratuita di esemplari di Testudo spp. e che non vi siano spese a carico dell'allevatore amatoriale, spese incompatibili con un’attività non lucrativa!
    Immaginiamo che tutte queste disposizioni siano finalizzate alla salvaguardia degli esemplari nel loro ambiente naturale.
    Vogliamo sottolineare che la possibilità di disporre di un elevato numero di esemplari regolarmente riprodotti in cattività limiterebbe fortemente i prelievi in natura e la domanda di esemplari illegali.
    Crediamo che i nuovi obblighi a cui gli allevatori amatoriali devono sottostare non solo non favoriscono la riproduzione in cattività, ma anzi possono indurre molti allevatori a non denunciare più le nascite di nuovi esemplari (nascite che sono tanto inevitabili quanto maggiormente le condizioni di allevamento sono vicine alle reali esigenze biologiche della specie).
    Inoltre l'aumento del numero di testuggini nate in cattività, ma non denunciate, dovuta anche alla sempre maggiore complessità degli adempimenti a cui ottemperare, renderà sempre più difficile distinguere tra l'allevatore amatoriale che non rispetta un obbligo formale relativo alla detenzione di una testuggine nata in cattività, da chi invece esercita un commercio clandestino ed illegale di esemplari prelevati in natura, da noi fortemente condannato.
    Riteniamo inoltre necessario approfondire con studi scientifici quale metodo di marcaggio sia più efficace e sicuro per gli esemplari di Testudo spp. La tecnica di marcatura con microchip è stata abolita in Germania e sostituita con l'obbligo di fotografare carapace e piastrone degli stessi esemplari.
    In Italia è momentaneamente sospesa per gli esemplari fino a 4 anni di età o di dimensioni inferiori a 10cm di lunghezza.
    Auspichiamo che, a tutela della salute dei nostri animali, siano condotti studi per accertare la pericolosità della marcatura con microchip.
    Come ultimo punto, intendiamo manifestare la nostra preoccupazione nei confronti della crescente richiesta sul mercato italiano di esemplari di Testudo spp. provenienti dall’estero provvisti di regolare certificato CITES, vista anche la difficoltà di acquistare esemplari con regolare certificato CITES italiano.
    Malattie infettive altamente contagiose e mortali per questi animali sono state introdotte in questi ultimi anni in Italia con l'importazione di esemplari provenienti da allevamenti del Centro e Nord Europa e si stanno diffondendo in maniera preoccupante anche in Italia.
    Le difficoltà che le nuove disposizioni pongono alla riproduzione in cattività di animali sani nel nostro Paese determinerebbero un aumento della richiesta di tali esemplari importati e potenzialmente malati.
    Siamo convinti che solo una stretta collaborazione tra gli allevatori che intendono operare nel rispetto della normative e il Corpo Forestale possa sconfiggere il prelievo illegale di esemplari in natura.

 

 

 

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