Istruzioni per l'inserimento di microchip identificativo nei cheloni

In ottemperanza alle norme previste in materia di identificazione dei vertebrati ai fini CITES (art. 66 Reg UE 865/2006) per lo specifico delle testuggini, il Comitato Scientifico del Tarta Club Italia, ritiene necessario fornire precise informazioni allo scopo di standardizzare le procedure al riguardo e rendere il più efficiente possibile tale sistema di marcatura individuale.

INTRODUZIONE
I sistemi di marcatura individuale tramite radio frequenza (Radio Frequency IDentification RFID)sono in uso da moltissimi anni in settori molto diversi (identificazione di veicoli, articoli commerciali…); in particolare per la marcatura animale il sistema maggiormente impiegato a tale scopo è costituito da trasponders passivi integrati (PIT), impiegati fin dal 1985 in vertebrati e in alcuni invertebrati.
Secondo tale tecnologia un circuito elettromagnetico miniaturizzato e inserito in una capsula di materiale inerte (vetro) di 12x2,2 mm viene eccitato da onde elettromagnetiche provenienti dall’esterno (lettore) restituendo un segnale radio a bassa frequenza (125-134,2kHz) successivamente tradotto dall’apparecchio ricevente in un codice numerico che consente fino a 36 miliardi di combinazioni diverse; la tecnologia attualmente in uso risponde agli standard ISO 11784 e 11785.

SITI DI INOCULO
Secondo quanto stabilito dalla WSAVA (World Small Animal Veterinary Association) la standardizzazione delle sedi di inoculo è altrettanto importante quanto la standardizzazione dei sistemi tecnologici di lettura.
Per le specie non convenzionali le linee guida in uso a livello internazionale sono quelle codificate dalla British Veterinary Zoological Society (BVZS) e dall’American Association of Zoo Veterinarians (AAZV).
Il sito standard per i cheloni è rappresentato dalla coscia sinistra in posizione sottocutanea (intramuscolare in specie con cute lassa).
Eccezioni sono rappresentate da:
- cheloni di grandi dimensioni (in cui risulti difficoltoso estendere l’arto per la lettura del dispositivo) nei quali il sito di inoculo è rappresentato dalla faccia dorsale del carpo sinistro in posizione sottocutanea .
-specie mordaci o aggressive in cui è preferibile inoculare il trasponder nella muscolatura alla base della coda sul lato sinistro.

RACCOMANDAZIONI SULLA PROCEDURA
La procedura di inoculo del microchip deve essere effettuata da un veterinario abilitato e regolarmente iscritto all’ordine professionale.
I soggetti da marcare devono essere sottoposti ad esame clinico ed essere giudicati in buona salute.
Per quanto riguarda il microchip di dimensioni standard (2,2x11mm) se ne sconsiglia l’applicazione in soggetti di lunghezza totale del carapace (misurato in linea retta) inferiore ai 10cm. A discrezione del veterinario e previa assunzione di tale responsabilità in forma scritta, è possibile l’impianto in soggetti di dimensioni inferiori.
Il periodo più indicato per l’inoculo del microchip si identifica al termine della stagione riproduttiva (indicativamente da fine luglio a inizio settembre); in ogni caso è bene evitare l’inoculo nelle 3 settimane successive al risveglio e nelle 3 antecedenti l’inizio della latenza invernale.
Gli individui da marcare devono preventivamente essere sottoposti a screening tramite apposito lettore per verificare l’eventuale presenza di un preesistente microchip.
Per scongiurare il rischio di infezioni il sito di inoculo deve essere preparato secondo le consuetudini dell’asepsi chirurgica.
I soggetti identificati, successivamente alla procedura di inoculo, devono essere posti sotto osservazione in ambiente pulito, preferibilmente al chiuso, per un periodo di almeno 48 ore; le specie acquatiche devono essere mantenute all’asciutto o in vasche di ricovero per lo stesso periodo di tempo.
A distanza di 7 giorni dall’inoculo è opportuno controllare l’effettiva presenza del microchip ed il regolare funzionamento del dispositivo.


Comitato Scientifico del Tarta Club Italia
Cesenatico Li 23-07-2010

 

 

 

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