Raggi UV e Plexiglass

Raggi UV e Plexiglass

Articolo del socio Gérald Orlando per Tarta Club Italia

Gli appassionati di tartarughe per il benessere del loro animale preferito debbono sviluppare la loro competenza in diverse materie e quello della fisica dei raggi UV e materiali può essere un aiuto per capire l'utilità del Plexiglass rispetto al vetro sopratutto per la fabbricazione di serre utili per la protezione delle tarte.

RAGGI UV A
Essi rappresentano il 95% degli UV di origine solare che arrivano sulla superficie della terra.
La loro lunghezza d'onda va da 400 a 350 nm (nm=nanometro, cioè il miliardesimo di un metro). È questa gamma di raggi che è responsabile della abbronzatura della nostra pelle con modificazione della pigmentazione. Ma è anche molto pericolosa per gli occhi infatti è assorbita dal cristallino, che è una lente biconvessa che si trova nella parte anteriore dell'occhio, con funzioni di accomodamento dell'immagine. Infatti si produce un effetto chimico che a una forte tendenza ad aumentare il rischio di cataratta cioè la perdita di trasparenza del cristallino. È evidente che questa opacità va progressivamente accentuando e diminuisce fortemente la visione.
Le persone che non si proteggono con degli occhiali da sole in prossimità di una superficie fortemente riflettente (spiaggia, mare, neve....) si mettono in situazione di aumento brutale della quantità d'UV A che penetra negli occhi e dunque una accelerazione del processo che conduce alla cataratta.
La gamma che va da 400 a 350 nm ha anche un effetto di destrutturazione chimica di certe molecole che entrano nella composizione di vernici, solventi e derivati del petrolio come la plastica.

RAGGI UV B
Gli UV B rappresentano solo 5% degli UV solari. Sono i più pericolosi per la nostra pelle.
Dico bene 5%, ecco perché i migliori tubi o lampade che producono della luce artificiale debbono avere 5% di UV B. Quelli che hanno dei tubi Reptisun 2.0 per le loro tarte li possono buttare via perché non sono efficaci. La migliore riproduzione di UV B da una lampada tubolare è quando la dose è di 5%, come il Reptisun 5.0.
Perché questo corrisponde al tasso degli UV B del sole che arrivano sul suolo terrestre e indipendentemente dall'intensità della luce.
I raggi UV B hanno una lunghezza d'onda da 315 a 280 nm. Questa gamma à responsabile dei colpi di sole e dell'invecchiamento della pelle (i famosi radicali liberi).
All'interno dell'occhio questi raggi non sono intercettati dal cristallino. Giungono dunque fino alla cornea. Sono gli UV B i principali responsabili dei tumori della pelle.
Sono filtrati parzialmente da certi componenti chimici e hanno una forte azione di degradazione su questi ecco perché un filtro solare sulla spiaggia deve essere spesso rinnovato.

RAGGI UV C
Gli UV C hanno una lunghezza d'onda da 280 a 100 nm. Sono di alta frequenza e di grande energia che li rendono terribilmente pericolosi . Gli strati alti dell'atmosfera terrestre li filtrano tramite la combinazione di atomi di ossigeno e molecole di ozono. Lo strato di ozono dell'alta atmosfera terrestre (stratosfera) assorbe il 99% degli UV C, il resto à filtrato dalle strati più bassi (troposfera) ad una quota di 10 km (leggermente superiore al monte Everest).

IL PLEXIGLAS
Il plexigas è una alternativa al vetro. Il polimetil-metacrilato è stato inventato dagli inglesi nel 1940 per le cabine di pilotaggio dei loro aerei di caccia.
Lo scopo essendo di lasciare al pilota abbattuto la possibilità di avere il controllo del suo aereo fino al suolo. La vetrata che scoppia forma delle schegge che traversando gli occhiali di protezione potevano ferire gli occhi, ecco perché la storia.
Molto presto diversi materiali derivati sono stati inventati, ognuno con le sue proprietà ottiche diverse.

  1. Il Plexiglas UV-T di 6mm lascia passare 89% degli UV A
  2. Il vetro acrilico OP-4 di 3 mm lascia passare 89% degli UV A
  3. Il vetro naturale ordinario ( minerale estratto dalla silice) di 3mm lascia passare 78% degli UV A.
  4. Il vetro acrilico GP di 6mm lascia passare 6% degli UV A

Ma quello che segue qui sotto è il più importante

  1. Il vetro acrilico OP-4 di 3mm lascia passare 79% degli UV B
  2. Il Plexiglas UV-T di 6mm lascia passare 64% degli UV B
  3. Il vetro naturale ordinario ( minerale estratto dalla silice) di 3 mm lascia passare 5% degli UV B
  4. Il vetro acrilico GP di 6mm lascia passare 0% degli UV B ( dunque attenzione a quello che chiamiamo Plexiglas.

CONCLUSIONE
Si può trarre dalle due tavole certe conseguenze a proposito del vetro minerale ( il vetro ordinario). Il vetro lascia passare i 3/4 degli UV A. Ma la tavola seguente ci mostra che lascia passare solo il 5% degli UV B. Ma il 5% dei 5% che arrivano al suolo dopo aver attraversato l'atmosfera cioè una filtrazione quasi totale!!!
Or via gli UV B sono più importanti degli UV A nel metabolismo dei rettili.

Dunque il vetro acrilico OP-4 è il più efficace per l'illuminazione UV dei rettili, e questo lascia passare il 79% dei 5 % dei raggi UV B che arrivano sul suolo terrestre equivalendo solo al 4% degli UV B provenienti dal sole.

Attenzione ! integrazione a cura di Agostino Montalti :
N.B. attualmente la maggior parte del Plexiglas in commercio ha un filtro contro i raggi Ultravioletti quindi non fa passare gli UV-B ; mentre si trova un prodotto specifico per il passaggio di tali raggi solari, che solitamente viene richiesto per i solarium negli stabilimenti balneari.

Letto 6329 volte Ultima modifica il Martedì, 30 Settembre 2014 19:12

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