Progetto di ricerca sull'utilizzo dei derivati piastrinici nei cheloni

Progetto di ricerca sull'utilizzo dei derivati piastrinici nei cheloni Progetto di ricerca universitario sull’ottimizzazione e l’applicazione clinica dei derivati piastrinici nelle tartarughe. I derivati piastrinici , ed in particolare il platelet rich plasma (PRP) ed i gel piastrinici, vengono da tempo ultizzati nel campo della medicina rigenerativa per aumentare la velocità di guarigione di tessuti molli o duri. Il progetto prevede l’analisi di campioni di sangue prelevati da diverse specie, e la processazione di tali campioni al fine di preparare dei derivati piastrinici analogamente a quanto avviene nel campo della medicina umana e dei mammiferi. Da esperienze preliminari, derivati ematici arricchiti in trombociti, applicati sulle soluzioni di continuo di carapace o di tessuti molli, sembrano in grado di velocizzarne la cicatrizzazione, diminuendo i tempi di recupero del paziente e migliorando la prognosi. Lo studio, che coinvolge il gruppo di ricerca dei Proff. Stefano Grolli e Roberto Ramoni, il Dott. Francesco Di Ianni (Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie, Università degli Studi di Parma), la Dott.sa Elisa Merli ed il Dott. Igor Pellizzone (liberi professionisti), si prefigge come obiettivo l’approfondimento e il miglioramento di questa tecnica terapeutica innovativa che unisce alla efficacia e alla economicità, la rapidità di allestimento e la relativa semplicità dei macchinari necessari alla processazione del plasma. Importante la collaborazione del Tarta Club Italia il quale, oltre a mettere a disposizione diversi animali presenti nel centro di recupero di Cesena si impegna ad acquistare dei reagenti specifici necessari alla preparazione dei derivati piastrinici. La ricerca verrà presentata come argomento di tesi di laurea sperimentale in Medicina Veterinaria dello studente Vincenzo Aquaro, ed i dati ottenuti saranno oggetto di presentazione a Seminari/Congressi ed eventualmente di pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate. L’obiettivo finale dello studio è di perfezionare uno strumento terapeutico rapido da allestire, economico, efficace ed accettato ufficialmente dal mondo scientifico/accademico in modo da poter essere utilizzato sempre su più larga scala e migliorare le prognosi nei pazienti-tartaruga.

 

 

 

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