Allevamento di Stigmochelys pardalis

 

Conferenza del socio Massimo Cappelli, del 28 febbraio al Tartarughe Meeting 2009,
organizzato dal Tarta Club Italia all'Acquario di Cattolica

Abstract:

In data 2 maggio 2002 ho acquistato n. 2 Stigmochelys pardalis in un negozio di animali di Castrocaro (FC).
Erano due cuccioli di 600 grammi ciascuno. Ho pregato il negoziante di cercare di darmi maschio e femmina, ma con sincerità mi disse che era difficile capirne il sesso nei piccoli. La fortuna fu dalla mia parte. Col passare degli anni una cresceva più velocemente e l'altra meno, e ben presto riuscii a distinguere ( dopo due anni ) la diversità sessuale.
Dopo due anni e mezzo la femmina da 600 grammi era passata a kg 3,3.
Dopo tre anni la femmina pesava 4 kg e il maschio 3,3 kg
Nei sei mesi estivi la crescita fu enorme. La femmina passo da 4 a 5,10 kg e il maschio da 3,3 a a 4,3 kg.

Sempre nel 2005 il maschio comincio a essere interessato alla femmina, e in giardino ebbi modo do vedere i primi approcci, che andavano avanti sempre più frequenti, il maschio saliva sulla femmina da tutte le parti, ogni tanto anche dalla parte giusta,

Nel settembre 2006 (dopo 4 anni e mezzo) ebbi l'enorme felicità di vedere che la femmina cominciava a scavare buche nel terreno, provò per varie sere a scavare nelle varie parti del giardino. Iniziava verso le 18/19, quando il sole cominciava e essere meno caldo e andava avanti fino a notte. Ma alla mattina trovai per due volte il buco aperto senza niente dentro.
Il terzo giorno, invece il buco era completamente chiuso, la terra tutta bagnata e la tartaruga sfinita che si abbeverava senza sosta . Il dieci settembre depositò 10 meravigliose uova, che misi in incubatrice.

A natale la prima schiusa. Lo chiamai Natalino,

poi altre otto schiuse. Quindi nove nascite su dieci. L'anno successivo , nel 2007 15 uova, di cui nate 6 e nel 2008 17 uova di cui nate 7 .

Ai primi freddi, quando di notte la temperatura scende di notte sotto i dieci gradi e di giorno non supera i 20 gradi, di solito a fine settembre, le porto in terrario.

Un sottotetto coibentato di 4 metri per due e mezzo circa, con sottostante sabbia mista a terra e erba finta, 4 fari per il calore e un neon per i raggi UV-A/UV-B.

Alimentazione: d'estate gramigna, erba di campo e sono ghiottissime di foglie di fico d'india, ogni tanto qualche mela, insalata, radicchi e bucce di pomodoro, qualche ciliegia e qualche albicocca o pesca, ma con moderazione. In inverno, non le ho abituate a fieno, ma continuo a dargli foglie di fico , radicchi, verze, cavolfiore, erba di campo , qualche mela e insalata. Lo stesso faccio con le piccole nate.

Ogni settimana spolvero le verdure con un po' di carbonato di calcio in polvere, ovviamente dosi molto piccole in quanto è facile somministrarne quantità talmente elevate che gli esemplari non riescono ad espellere quella in eccesso e si verifica l'insorgere di calcoli in tutte le parti del corpo, che possono portare alla morte.
In ultima analisi, anche se non facile, in futuro cercherò di non distribuire più cibi troppo ricchi di acqua come l'insalata, in quanto non indicati, che causano diarree e feci liquide(sintomo di alimentazione non adeguata).

Il maschio nell'edizione 2006 della mostra TARTARUGHE BEACH ha vinto il secondo premio nella categoria "Tartarughe Esotiche".

 

 

 

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