Martedì, 23 Dicembre 2014 14:48

Alimentazione al risveglio

Pubblicato in TCI
Lunedì, 22 Dicembre 2014 20:56

Il Budino del Tarta Club Italia

Il Budino del Tarta Club Italia 

Un’ alimentazione completa e bilanciata è alla base del corretto allevamento di ogni specie di tartaruga. Consente di prevenire molte delle malattie legate alle carenze vitaminiche e alimentari in genere nonché è di notevole importanza perché alla base di molti successi riproduttivi.                   

In natura tartarughe dulciacquicole e palustri consumano una gamma di alimenti molto ampia che, a secondo della specie, può essere onnivora, carnivora o talvolta strettamente vegetariana.

Fornire, in cattività, una dieta simile a quella che avrebbero allo stato selvatico composta da carne, pesce, molluschi, insetti, frutta, vegetali ecc. sarebbe l’ideale ma ciò non è sempre facile o possibile soprattutto quando si allevano molti esemplari.

Un’ottima soluzione, in questi casi, è la preparazione dell’ormai celebre “budino per tartarughe”, ideato qualche anno fa da un noto allevatore austriaco e ormai presente nei freezer di moltissimi allevatori e appassionati. Il budino, infatti, può essere utilizzato come alimento base (ma talvolta anche come alimento unico) per tartarughe acquatiche e palustri in quanto composto da tutto ciò che dovrebbe rientrare nella corretta dieta delle nostre tartarughe. Inoltre è possibile variare le dosi di alcuni alimenti in base alle esigenze alimentari delle specie da noi allevate. E’ utilissimo anche con esemplari giovani che hanno una predilezione per alimenti di origine animale (es. Terrapene spp., Cuora spp.) in quanto fornisce loro anche il giusto apporto di frutta e verdura.

La preparazione non è elaborata ma può comportare qualche difficoltà inizialmente soprattutto se si ha poca dimestichezza con i fornelli…buon tartappetito!!!

Ingredienti per le specie onnivore :

-       500gr di trota(con interiore) o latterini

-       300gr di cuore di manzo

-       200gr di gamberetti

-       2 uova

-       50-100gr di erbe di campo

-       4 vasetti di omogeneizzati alla carota

-       15 bustine di gelatina in fogli, nota come colla di pesce

-       2 fiale di colorante rosso (opzionale)

-       1 cucchiaino di carbonato di calcio in polvere

Ingredienti per le specie palustri :

-       350gr di trota(con interiore) o latterini

-       200gr di cuore di manzo

-       200gr di gamberetti

-       2 uova

-       50-100gr di erbe di campo

-       4 vasetti di omogeneizzati alla carota

-       15 bustine di gelatina in fogli, nota come colla di pesce

-       2 fiale di colorante rosso (opzionale)

-       1 cucchiaino di carbonato di calcio in polvere

-       Frutti rossi (ciliegie, fragole..) e banane.

 

Preparazione :

Frullare bene tutti gli ingredienti

(in più volte) dopo aver pulito la trota/e dalla testa e la lisca,

spezzettato il cuore di manzo

e le verdure

aggiungendo gli omogeneizzati,

i gamberetti sgusciati

e le uova.

Se si utilizzano i latterini, possono essere frullati interi.

Dopo aver frullato il tutto e ottenuto un composto omogeneo,

versare il tutto una casseruola bassa

e cuocere per pochi minuti fino alla temperatura di 40°C.

Mettere in ammollo la gelatina per circa 10-15 minuti in un pentolino in circa mezzo litro di acqua,

poi scaldarla fino a quando non è completamente sciolta

e aggiungerla al precedente composto già scaldato.

Aggiungere il carbonato di calcio in polvere ed eventualmente il colorante

e mescolare continuamente a fuoco lento per 2/3 minuti.

Versare ora il budino in contenitori di alluminio per alimenti di dimensione idonea all’utilizzo

e lasciarli raffreddare per 2/3 ore prima di metterli in freezer.

Le dosi sopra riportate servono per la preparazione di circa 2 Kg di prodotto.

Le dosi possono essere variate nelle giuste proporzioni in base alla quantità di budino che si vuole realizzare.

Per praticità si possono già preparare le dosi singole prima di congelarle,  mettendole in piccoli cubetti tipo quelli per il ghiaccio o piccoli sacchettini per frizeer.

 

Buon Tartapranzo !

 

Lo Staff dei "moderatori del Forum" del Tarta Club Italia

Pubblicato in TCI
Sabato, 21 Giugno 2014 15:58

L'allevamento dei lombrichi

L'allevamento dei lombrichi

Autore: Marco Panzolini

PREMESSA.- Il lombrico di allevamento (Eisena foetida, verme del letame, o L. rubellus, conosciuto come il "Californiano" dai pescatori) o naturale (L. terrestris) è un alimento ideale per pesci, tartarughe carnivore ed anfibi.
Di solito il terrestris è il più appetito dagli anfibi, per quanto riguarda invece le tartarughe acquatiche, che notoriamente non vanno troppo per il sottile, sono ottimi anche il rubellus o la foetida.
Scientificamente è un Oligheta Anellide.
Non va somministrato, se non in frequenza assolutamente saltuaria, alle tartarughe di terra o a quelle vegetariane in genere.
Contiene molto ferro, calcio, vitamine e proteine (molta emoglobina) anche se è leggermente grasso. Ermafrodita, produce una specie di "uovo", la capsula, che contiene a sua volta ulteriori involucri da cui escono diversi vermetti neonati di colore bianco, poi rosato.
Si dice che un singolo verme, coniugatosi, può dare in condizioni ideali 1000-1500 vermetti l'anno.
Possono riprodursi anche per segmentazione: vale a dire, tagliando a metà un lombrico, ne possono "nascere" due, in condizioni ottimali.
Un po' come si è visto avvenire in alcuni parenti dei lombrichi, le stelle marine (soprattutto del genere Acanthaster).

PREPARAZIONE.- E' sufficiente una scatola di polistirolo da 40x50 in su. Si può reperire nel retro dei supermercati, gelatai, negozi di alimentari, negozi di pesca, pescherie o surgelati.
Per il substrato si può usare del comune terriccio da giardino, con l'aggiunta di un 10-15% di torba di sfagno, che aiuta a limitare muffe e batteri.
E' importantissimo sciacquare bene il terriccio (e la torba) in un secchio, onde diluire concimi chimici ed eventuali antielmintici. Per stare al sicuro è meglio utilizzare del terriccio proveniente da "agricoltura biologica" che, almeno sulla carta, non contiene additivi chimici.
Strizzata bene la terra, in modo tale che non sia allagata, si può piazzare nella scatola di polistirolo, preventivamente trattata con varechina o candeggina, per prevenire muffe e sapone antibatterico.
Al termine risciacquarla bene con acqua corrente.
I più scrupolosi "cuociono" anche la terra in forno a 250 gradi. Personalmente ho notato che, evitando di prendere la terra in "natura" (sconsigliabile), non è un'operazione strettamente necessaria. Io non l'ho mai fatto.
A questo punto recatevi dal più vicino negozio di pesca ed acquistate 3 o 4 scatoline di vermi, che faranno da starter per la coltura.
Al 99% si tratta di Lumbricus rubellus.

MANTENIMENTO.- Differisce sostanzialmente a seconda della stagione. In estate è bene non tenere sopra il coperchio per evitare pericolosi innalzamenti di temperatura, cosa che invece è meglio fare d'inverno, per tenere la temperatura costante. Il coperchio dovrà essere almeno in parte bucherellato, per ottenere un minimo di ossigenazione. Attenzione a non fare buchi grossi, altrimenti avrete una fuga in massa di lombrichi.
La temperatura media di casa va bene, da tener anche presente che tollerano meglio il freddo che il caldo e non amano la luce, sono infatti molto più attivi di notte.
Temperature sopra i 30 o sotto i 4-5 gradi andrebbero comunque evitate, l'ideale è intorno ai 18-20 gradi.
L'allevamento di lombrichi è abbastanza facile, basta stare molto attenti ad alcune regole fondamentali: non far mancare, né eccedere con l'acqua.
Per capirlo, è sufficiente mescolare un po' la terra della coltura con le mani. I lombrichi devono trovarsi, grosso modo, a tutti i livelli, con lieve prevalenza verso il fondo.
Se però si trovano quasi tutti verso il fondo significa che c'è poca acqua (o la temperatura è inadatta), se li trovate in superficie vuol dire che li state allagando e quindi escono per respirare.
Con un po' di esperienza si riesce a capire, in base alla quantità di terra e di vermi, qual è la giusta idratazione
Personalmente, usando sempre lo stesso tipo di scatola, mi regolo soppesandola con le braccia.
L'irrorazione, ovviamente, dovrà essere più elevata nei mesi caldi che in quelli freddi, così come l'alimentazione.

La coltura non deve mai "puzzare" di marcio o di escrementi, ma deve avere un gradevole odore di terra.
La sua durata dipende da tantissimi fattori; quando però la terrà appare eccessivamente sciolta e un po' maleodorante, è bene raccogliere i lombrichi e costituire una nuova coltura. Questo però non deve avvenire se non dopo diversi mesi.

ALIMENTAZIONE.- I lombrichi mangiano un po' di tutto, anche se sono essenzialmente vegetariani.
Gli alimenti che uso principalmente per la loro dieta sono: bucce di mela, di pera, di pesca, di banana, pezzi di albicocca, qualche crocchetta (bagnata) per cani o gatti, spesso spruzzata di vitamine o calcio, per migliorare la qualità dell'allevamento.
Si possono anche mettere delle foglie di latifoglie, più o meno secche. Da evitare assolutamente oleandro, ficus, edera, magnolia, etc.
Io non le uso.
E' bene adagiare gli alimenti sulla superficie del terreno o appena leggermente interrato.
Spesso uso, anziché acqua semplice, latte scremato diluito al 30-40% con acqua, in quantità veramente modiche. Altri so che usano invece latte condensato.
L'errore più comune è quello di eccedere nelle quantità. Se si nota che si formano muffe intorno alla buccia o al croccantino vuol dire che si è esagerato ed è bene rimuovere al più presto l'alimento dato in eccesso.
Se invece la quantità è quella giusta, vedremo sparire l'alimento in un paio di giorni e apparire la formazione di un "nugolo" di lombrichi intenti a divorare la pappa.
Alcuni somministrano anche biscotti bagnati, che sembrano molto graditi. Personalmente l'ho fatto solo di rado e non trovo un valore aggiunto in ciò.

Se avremo fatto tutte le cose per benino, nell'arco di tre-quattro settimane compariranno dei vermetti bianchi (i "cuccioli") che nel breve volgere di pochi giorni diventeranno di colore rosato per poi divenire rossi come i "genitori". A quel punto possono essere somministrati alle nostre amate tarte.

Pubblicato in TCI
Sabato, 21 Giugno 2014 15:54

Alimentazione tartarughe di terra

L’alimentazione delle tartarughe di terra (genere Testudo)

Articolo del Dott. Benini Fabrizio

INTRODUZIONE

“Una sana, equilibrata e varia alimentazione è alla base del perfetto stato di salute di ogni animale”

Questo è vero per tutti gli esseri viventi, ma nel caso di animali in cattività è ancora più importante; infatti, sta nella conoscenza che il proprietario ha della propria tartaruga che si basa la sua salute e quindi la sua sopravvivenza. Gli animali che vivono in terrario, in terrazza, nei recinti all’aperto o liberi su prati seminati solo ad erba, non riescono a trovare una alimentazione completa. Quindi spetta ai loro padroni preparare veri e propri menù ricchi di varianti per evitare tutte le possibili mancanze.

SPECIE ERBIVORE

Trovare un equilibrio fra i vegetali che compongono la dieta negli animali erbivori è certamente più difficile che per gli animali carnivori. Per questi ultimi tutte le sostanze necessarie; dalle vitamine ai sali minerali, dalle proteine alla fibra sono contenute nel corpo della preda. L’erbivoro, invece non può affidarsi ad un solo tipo di vegetale per introdurre nel suo corpo tutto ciò di cui ha bisogno (fatta eccezione per alcuni animali molto specializzati come Koala o Panda gigante). Le nostre tartarughe sono animali erbivori e gli studi di anatomia e fisiologia hanno dimostrato come stomaco ed intestino di questi cheloni funzionano in maniera simile a quello di altri erbivori come bovini o cavalli.

TESTUDO

Le tartarughe che troviamo, anche libere, dalle nostre parti sono dette mediterranee proprio perché vivono in paesi bagnati dal nostro mare. La loro dieta, strettamente vegetariana, deve essere formata dal 90% o più di vegetali misti con foglie e per la restante parte da frutta ed ortaggi. Da ciò si deduce che ci troviamo davanti ad una dieta contenente molta fibra, molti sali minerali, molte vitamine, tanta acqua e poche proteine, pochi grassi e oli.

COME SI PREPARA LA PAPPA

Se le tartarughe libere in natura potessero scegliere il cibo cercherebbero di mangiare le cose che più le piacciano e che sono più ricche di zuccheri e grassi, esattamente come farebbe un bambino. Questo perché un cibo zuccherino da più energia e permette di ingrassare, cioè fa mettere da parte riserve per i momenti in cui non ci sarà molto da mangiare. Per evitare che ciò accada si consiglia di tagliare le verdura a foglia verde (ricordo che devono essere il 90% del totale) in piccole striscioline mischiandoli tra loro (insalate miste) per far si che l’animale non possa scegliere a; questo va aggiunto il restante 10% di ortaggi e frutta. Ingerendo ciò che l’attira assumerà anche gli altri vegetali ed eventuali integratori cui è stato mischiato, più la pappa è tagliata fine più difficile sarà la possibilità di scelta per la tartaruga. Nel preparare l’insalata mista ricordatevi di darle anche un aspetto che stimoli l’appetito l’uso di ortaggi di diverso odore e colore faciliterà. Attenzione anche ad affidarsi ad un alimento principale, le tartarughe si adeguano con facilità e diventano poi dipendenti da quello. Fornire insalate in cui una componente non è stata dosata può portare il rettile a riempirsi, solo o esclusivamente con quello. Le tartarughine riescono a digerire meglio degli adulti per questo è meglio darle da mangiare più spesso. Verdure, ortaggi e frutti sono spesso trattati con pesticidi e quindi consigliabile lavarli, poi lasciarli a bagno con bicarbonato di sodio per un’ora ed infine risciacquarli ben bene.

VERDURE

In questa tabella sono indicate alcune peculiarità delle verdure, se trovate segnato solo prot + non significa che abbiamo solo poche proteine e niente più, ma che le proteine sono in quantità maggiore della norma mentre gli altri elementi sono contenuti in dosi normali.

Legenda: prot=proteine, fib=fibra, gras=grassi, Ca=calcio, P=fosforo, Ca/P=rapporto tra calcio e fosforo, vit.A=vitaminaA

Asparago

Prot ++ , fib + , Ca + , P ++ , vitA + ,

Barbabietola (foglie)

Prot + , fib + , gras ++++ , Ca +++++ , P ++ , vitA +++++ ,

Patata (patata dolce)

Prot +++ , fib ++ , gras + , Ca + , P + , vitA + ,

Bietola

Prot ++ , fib + , Ca +++++ , P ++ , vitA +++ ,

Broccoli

Prot ++++ , fib ++ , Ca +++++ , P +++++ , vitA + ,

Carota

Fib + , Ca + , P + , vitA + ,

Cavoletti di Bruxelles

Fib ++ , Ca + , P +++++ ,

Cavolfiore

Prot + , fib + , P ++ ,

Cavolo (foglie esterne)

Prot + , Ca ++ , P + , vitA +

Cavolo (foglie interne)

Prot ++ , P + 

Cavolo cinese

Prot ++ , Ca ++ , vitA ++

Cetriolo

P + ,

Cicoria (foglia)

Ca ++++ , P ++ , vitA ++ ,

Crescione

Prot + , Ca +++++ , P ++ , vitA ++ ,

Finocchio

Prot + , Ca +++++ , P ++ , vitA ++ ,

Funghi

Prot ++++ , P +++ ,

Indivia

Ca ++++ , P ++ ,  vitA ++ ,

Insalata brasiliana

P + , vitA + ,

Insalata romana

Ca +++ , P + , 

Lattuga

Ca + , P + ,

Melanzana

P + ,

Patata (lessata)

Prot +++ , fib + , P + ,

Peperoni (dolci)

Fib + , P + ,

Pisello (legume)

Prot ++++++ , fib ++ , Ca + , P ++++ , vitA +

Pisello (foglie e baccello)

Prot +++++ , fib +++ , gras + , P +++++ ,

Porro

Prot ++ , fib + , Ca + , P + ,

Pomodoro

Pur con basse dosi di Ca è da fornire.

Prezzemolo

Prot ++++++ , fib + , vitA +++

Rapa (foglie)

Prot ++ , gras ++ , Ca ++++++ , P +++ , vitA +++++ ,

Ravanello

Prot + , Ca + , P + ,

Sedano (bianco)

Prot + , fib ++++ , Ca ++ , P + , 

Sedano (verde)

Prot + , fib ++++ , Ca + , P + ,

Spinaci

Prot ++ , Ca ++++ , P ++ , vitA +++++ ,

Tarassaco

Prot +++ ,  fib ++ , Ca +++ , P + , vitA ++++++ ,

Zucca

Prot + , fib + , Ca + , P ++, vitA + ,

Zucchina

Prot + , vitA +++ ,

 

FRUTTA

Albicocca

Prot + , Ca + , P + , vitA ++++ ,

Ananas

Fib ++ , P + ,

Anguria

Ca +

Arancio

Fib + ,Ca + ,

Avocado

Prot + , fib + , gras +++++ , P ++ ,

Banana

Prot + , P + ,

Cachi

Prot ++ ,fib + , vitA + ,

Ciliegia

Prot + , gras + , P + ,

Fragola

Prot + , Ca + ,

Lampone

Prot + , Ca + , P + ,

Mandarino

Prot + , fib + , Ca + ,

Mela

Fib + ,gras + ,

Melone

Prot + , Ca + , P + , vitA + ,

Mirtillo

Prot + , fib + ,

Mora

Ca + , P + ,

Pera

Fib + ,

Pesca (pasta bianca)

Prot + ,

Pesca (pasta gialla)

Prot + , vitA + ,

Uva

Prot + , fib + , P + ,

Alla luce di questa tabella è possibile decidere la composizione di cibo giornaliera in modo da prepararla in modo che sia bilanciata. Ricordare che la frutta deve essere sempre meno del 10% del totale della pappa, perché l’eccesso di zucchero non solo fa ingrassare, ma fermentando dentro l’intestino permette crescite di germi potenzialmente pericolosi.

ACQUA

I vegetali sono formati da acqua per il 90% nonostante questo è consigliabile lasciare sempre acqua fresca a disposizione.

INTEGRATORI

Spesso si pensa che seguendo una giusta dieta, la tartaruga, non necessiti di aggiunte. Purtroppo non è così in natura, le testudo, mangiano anche terra e rocce e sono anche coprofaghe, noi possiamo, in parte, sostituire la natura con l’utilizzo di gocce o polveri contenenti sali minerali o vitamine, che vanno aggiunti alla pappa. Tornando alla coprofagia delle tartarughe se siamo in presenza di erbivori, cavalli, pecore, caprette, non ci sono problemi, ma se c’è la presenza di cani e gatti si potranno avere dei problemi di salute legati a quest’attività.

Alimenti in scatola: da qualche tempo sono in vendita cibi per tartarughe, purtroppo questi prodotti non sono stati prodotti per le tartarughe nostrane, ma per quelle americane e quest’ultime necessitano di componenti molto diverse dai bisogni delle nostre per cui sono da non consigliare.

Attenzione!!! Tutti questi discorsi sono inutili se la tartaruga è tenuta al chiuso senza un lampada a luce UV-B, senza una fonte di calore e senza tutte le condizioni necessarie in un terrario.

Parlando con proprietari di tartarughe di terra spesso si ascoltano frasi ricorrenti come: “le ho sempre dato da mangiare ………… (al posto dei puntini aggiungete pure quello che volete) eppure ha 10 anni e non è mai stata male”. Purtroppo l’esperienza insegna che per le tartarughe possono passare anni ed anni prima che il problema si manifesti, ma ad un certo momento il povero animale finirà per pagare gli errori del padrone. Per avere tartarughe con una vita lunga e con la capacità di riprodursi con successo non basta l’alimentazione giusta, ci vuole una alimentazione ottima!

PS: la lista dei vegetali è una sintesi, cui sono state omesse per mancanza di spazio un gran numero di piante.

Pubblicato in TCI
Sabato, 21 Giugno 2014 15:51

Alimentazione tartarughe acquatiche

L’ alimentazione  delle tartarughe acquatiche

Consigli del socio  Stefano  Redaelli

La dieta e' un fattore fondamentale per tutte le tartarughe e determina la loro crescita ottimale senza nessun problema di salute.
Le tartarughe acquatiche possono dividersi essenzialmente in tre categorie: carnivore, onnivore ed erbivore. Ognuna ha bisogno di sorgenti energetiche in proporzione differente. Questo articolo tratta l' alimentazione delle tartarughe acquatiche onnivore più diffuse tra cuiTrachemys spp., Graptemys spp., Sternotherus spp., Pseudemys spp., Crysemys spp., Emys spp., Chinemys spp. e molte altre ancora. E’ importante valutare le abitudini alimentari delle diverse specie poichè ognuna richiede percentuali di vegetali e di cibi proteici differenti. Le tartarughe onnivore traggono il proprio sostentamento da proteine, grassi e carboidrati in percentuali variabili non ancora stabilite con esattezza: durante la fase di crescita e' fondamentale l' apporto di proteine e grassi, mentre in fase adulta le tartarughe onnivore solitamente si adattano ad un’alimentazione molto più vegetariana rispetto al periodo della crescita, in percentuale differente a seconda della specie. Come tutti i rettili, la temperatura corporea delle tartarughe e' strettamente dipendente da quella dell' ambiente esterno (animali ectotermici) e determina il fabbisogno energetico oltre che regolamentare la loro attività: in inverno a basse temperature hanno un metabolismo molto lento e sono molto apatiche, con le alte temperature necessitano di maggiore alimentazione poiché il loro sistema metabolico aumenta notevolmente.

Nel decidere una dieta adeguata per una tartaruga e' fondamentale tenere in considerazioni alcuni requisiti:

  • il calcio assieme alla vitamina D3 e all’ esposizione solare e' fondamentale per il corretto sviluppo di ossa e carapace.
  • carenze di calcio portano a rachitismo, malformazioni del carapace.
  • carenza di calcio, vitamina D3 e luce solare portano all' insorgere della MOM (malattia ossea metabolica).
  • carenze vitaminiche somministrabili soprattutto con cibi vegetali porta a ipovitaminosi.
  • eccesso di proteine porta a gotta, MOM e insufficienza renale.
  • eccessi di vitamina derivato da un uso sconsiderato di integratori portano a ipervitaminosi (soprattutto vitamina A).
  • eccesso di fosforo riduce l' assorbimento del calcio.
  • eccesso di frutta può portare a dissenteria, problemi di fermentazione intestinali, e carenze di calcio e altri problemi.

Tutti questi fattori fanno capire l' importanza di una dieta varia e completa per evitare l' insorgere di tanti problemi dovuti a un’alimentazione monoalimentare o con scarsi elementi nutritivi (carenza di calcio, di vitamine, di fibre o eccesso di fosforo, ecc…). 
Inoltre e' a volte necessario integrare la dieta con degli integratori vitaminici somministrabili settimanalmente (sotto controllo veterinario) e con del calcio. Il rapporto Ca/P (calcio/fosforo) deve essere superiore a 3:1 dato che il fosforo in una minima quantità aiuta nel derivare energia dai carboidrati e dai grassi, ma in grandi quantità rispetto al calcio impedisce la fissazione di quest' ultimo.
Inoltre e' bene ricordare due fattori fondamentali:

1. E' necessario che le tartarughe possano esporsi a fonti di calore per regolare la loro attività metabolica e facilitare la digestione.
2. E' necessario che le tartarughe abbiano la possibilità di esporsi quotidianamente direttamente ai raggi solari oppure alle lampade UV-B in modo da garantire la sintesi della vitamina D3 e permettere una corretta fissazione del calcio nelle ossa e carapace.

Dato che le tartarughe hanno un tempo digestivo completo molto lungo (quasi tre giorni negli adulti di alcune specie), che comunque varia in relazione alla specie, età e condizioni di vita, e' consigliato alimentare gli esemplari più giovani una volta al giorno lasciando un giorno di digiuno, mentre gli adulti possono essere alimentati ogni due o tra giorni, con maggiore frequenza in estate (o a temperature alte), diminuendola con l' abbassarsi della temperatura (soprattutto in inverno). Visto che le tartarughe sono estremamente voraci e mangerebbero in continuazione si può somministrare una quantità di cibo pari alla grandezza della loro testa.

Di seguito sono riportati tutti gli alimenti con cui e' bene nutrire la propria tartaruga alternandoli frequentemente secondo le esigenze alimentari di ogni specie: infatti, i tipi e le proporzioni dei cibi possono variare a seconda della specie che si alleva (Trachemys scripta adulte necessitano di una alimentazione fino al 50% o oltre composta da vegetali, mentreGraptemys spp. di percentuali minori, Pseudmeys spp. consumano grandi quantità di vegetali indipendentemente dall’ età, ecc…), per cui e' bene informarsi sulle abitudini specifiche delle vostre tartarughe. E' comunque importante che la dieta sia estremamente varia e bilanciata. Ricordando che ci sono alcuni cibi che e' bene evitare: insetti velenosi, piante velenose (tra cui l' edera), latticini e tutti i derivati del latte, farinacei (pane, pasta...), biscotti, pizza, salumi, insaccati e tutti quei cibi che pensandoci un attimo le vostre tartarughe faticherebbero a trovare in natura.

PESCE

In natura quasi tutte le tartarughe onnivore si nutrono di pesci di ogni dimensione (sempre nei limiti della loro taglia), vivi o morti e mangiando ogni parte di essi. Per questo e' possibile somministrarli morti interi o a pezzettini oppure vivi (consigliato soprattutto alle tartarughe predatrici) per rispettare i loro comportamenti in natura e stimolare anche la predazione. Se si tratta di tartarughe di piccole dimensioni sono consigliati pesci di piccola taglia oppure morti e sfilettati senza che le lische possano ferire le tartarughe. Il pesce deve essere sano e non presentare ascessi, ferite o segni che possano far presagire ad una malattia o infezioni che potrebbero essere trasmesse alla tartaruga. Per facilitare le cose e' possibile congelare (per periodi limitati) i piccoli pesciolini interi oppure i pezzettini sfilettati e scongelare qualche ora prima dell' utilizzo la quantità necessaria (senza poi ricongelarla). Se si utilizza pesce congelato e' bene ricordarsi che con il tempo la tiaminasi, un enzima presente nel pesce (in grandi quantità nel pesce di mare), neutralizza la vitamina B1 (Tiamina) presente nel pesce e tende ad accumularsi nell’ organismo della tartaruga provocando alla lunga danni al sistema neurologico dovuti a carenze di vitamina B1. E' quindi opportuno integrare la dieta con cibi vegetali ad alto contenuto di vitamina B o con integratori vitaminici con opportuno dosaggio prescritto dal veterinario, oppure limitarsi saltuariamente ad utilizzare pesce congelato o che comunque lo sia da poco tempo, preferendo pesce fresco. E' buona norma utilizzare pesce di acqua dolce, saltuariamente può essere somministrato anche pesce di mare.

  • Alborelle
  • Cefaletti
  • Acquadelle (noto come latterino)
  • Gambusie
  • Triotti

sono sicuramente i più indicati. A questi e’ possibile alternare anche

  • Pesci rossi
  • Guppi (pesci di acquario colorati e di piccole dimensioni)

sono alcuni dei pesci che possono essere somministrati vivi oppure morti interi dato che non raggiungono dimensioni eccessive e sono di facile predazione.

  • Trote (consigliato visto il basso contenuto di grassi e proteine rispetto ad altri)
  • Salmoni

sono invece pesci che possono essere sfilettati e congelati in porzioni adeguate visto le loro notevoli dimensioni. Da evitare tutti quei prodotti inscatolati come tonno o sardine, sia sott’ olio che al naturale visto il loro contenuto di tiaminasi, olio e conservanti.

CROSTACEI e MOLLUSCHI

In natura costituiscono uno degli alimenti base di molte specie acquatiche. Sono ottimi i gamberetti di acqua dolce (dall' aspetto trasparente) o a volte granchietti. In alternativa e' possibile somministrare saltuariamente anche gamberetti di mare opportunamente sgusciati e occasionalmentecozze o altri molluschi ricordando però che sono cibi molto proteici. Le tartarughe appena nate possono essere alimentate anche con piccoli crostacei come le artemie salina ricche di proteine e grassi (senza però eccedere nella somministrazione). Sono molto appetiti, nonchè di grande apporto nutrizionale, le chiocciole e le lumachine con guscio che contengono vitamina B e sono molto ricche di calcio. In alcune specie come Sternotherus spp. costituiscono gran parte dell’ alimentazione. E’ consigliato allevare in cattività questi animali visto che spesso sono potenziali veicoli di parassiti e malattie.

CARNE

Le carni hanno un alto contenuto proteico e soprattutto di grassi. In natura capita che alcune specie di tartarughe si cibino occasionalmente di piccoli roditorirane (anche i loro girini) e carcasse di piccoli mammiferi. In cattività si può somministrare carne bianca ma raramente (una volta ogni 10 giorni e' una buona razione) data la predisposizione di questi cibi a portare all' insorgere di malattie quali gotta e MOM. Carne di pollo e’ necessaria fornirla dopo una breve cottura per eliminare ogni pericolo di salmonella. La carne contiene soprattutto vitamina B ma ha contenuti proteici e grassi troppo elevati. Sarebbe invece preferibile fornire, durante la razione di carne, del fegato ricco di vitamina A e altri elementi fondamentali. E' possibile congelarlo in pezzettini e scongelare la razione che serve qualche ora prima. Come alimento molto gradito occasionalmente si possono somministrare i pinkie: i topini senza pelo appena nati. Sono molto sconsigliate le carni rosse difficilmente digeribili e troppo ricche di grassi, cibi in scatola per gatti e cani, tutti i salumi e gli insaccati poichè hanno al loro interno molti conservanti e sono molto grassi.

INSETTI

Ne esistono una grande varietà alcuni altamente velenosi come le lucciole (i cui enzimi che provocano la bioluminescenza sono nocivi), altri da evitare come cimici, api, vespe e formiche che in grande quantità possono risultare irritanti o tossici. In generale tutti gli insetti colorati soprattutto rossi sono sconsigliati. Anche i bigattini (Sarcophaga canaria) sono da evitare in quanto ricchi di sostanze di rifiuto. E’ bene ricordare che gran parte degli insetti sono ricchi di fosforo, poveri di calcio e sono spesso rivestiti di chitina che li rende abbastanza indigeribili quindi meglio non abbondare. Gli insetti più diffusi e facili da allevare sono:

  • Grilli (Acheta domestica, Grillus assimilis, ecc…) sono ricchi di fosforo e con poco grasso e chitina, necessitano di essere “caricati” 24 ore prima.
  • Camole della farina (Tenebrio molitor) e kaimani (Zophobas morio) sono costituiti da un rivestimento chitinoso poco digeribile, e' consigliabile dare alle tartarughe le pupe di questi insetti che sono molto appetite oppure le larve più chiare che hanno appena mutato.
  • Camole del miele (Galleria mellonella) sono molto grasse e poco digeribili.
  • Cavallette e locuste : molto simili ai grilli come proprietà nutritive, adatte ai soggetti più grandi poichè sono molto più chitinose e dure.
  • Lombrichi : sono molto nutrienti e ricchi di calcio e ferro ma possono vivere in terreni concimati e trattati con pesticidi per cui e’ bene fare molta attenzione alla loro provenienza.
  • Blatte (Granfodorrina) e bachi da seta (Bombyx mori)

E' importante che questi animali se catturati provengano da zone controllate che non siano state trattate con pesticidi e simili. E' consigliato “caricare” i grilli e gli altri insetti  almeno 24 ore prima (operazione di gut-loading) alimentandoli con cibi spolverati con carbonato di calcio in modo da aumentare la loro quantità di calcio e renderli più bilanciati nutrizionalmente. Per gli individui appena nati sono un ottimo alimentochironomus, larve di zanzare e grilli appena schiusi (pinheads).

VERDURA e FRUTTA

Fondamentali per l' apporto di vitamine, fibre e calcio sono un ottimo integratore per la dieta delle vostre tartarughe. In natura la loro dieta e' integrata con piante acquatiche e alghe. La verdura deve occupare dal 30% al 50% o più della dieta a seconda della specie  e dell’ età, mentre la frutta va somministrata solo occasionalmente (una volta ogni due settimane) per l’ alto contenuto di zuccheri, il basso apporto di calcio, l’ alto contenuto di fosforo e l’ eccessiva presenza di carboidrati. Una somministrazione eccessiva di frutta può portare problemi digestivi, alterazione della flora intestinale, coliche e diarrea. E' importante che la verdura abbia un buon rapporto Ca/P (in favore del calcio) e sia ricca di vitamine e fibre per favorire la motilità intestinale. Vanno somministrate crude e ben lavate. Le verdure che sono meglio indicate (usate anche come alimentazione per le tartarughe terrestri del genere Testudo) sono:

  • Tarassaco (dente di leone o soffione)
  • Cicoria
  • Cicoria selvatica
  • Lattuga romana
  • Rucola
  • Radicchio
  • Crescione
  • Erba medica
  • Erbe di campo
  • Trifoglio

tra le piante acquatiche che possono anche costituire alimentazione:

  • Lenticchie d' acqua (sicuramente i vegetali più graditi soprattutto nei giovani ma da offrire saltuariamente)
  • Giacinto
  • Cabomba
  • Elodea

per quanto riguarda la frutta sempre da somministrare con parsimonia:

  • Albicocche (ottimo rapporto Ca/P)
  • Melone (buon rapporto Ca/P)
  • Fichi d’ india (foglie e frutti, i più indicati per la dieta)
  • Banane (troppo potassio, possono provocare vomito e dissenteria)
  • Pera
  • Mela (sia mela che pera senza nocciolini altamente tossici)
  • Fragole

La lista e' ancora molto lunga ma per una dieta varia possono sicuramente bastare questi alimenti senza fare ulteriori "esperimenti" senza una corretta informazione sugli apporti nutritivi. Esistono poi verdure evitabili e sconsigliate: pomodori (ricco di ossalati e le foglie sono velenose), spinaci e prezzemolo (che contengono acido ossalico che trasforma il calcio in calcio ossalato non assimilabile dall’ organismo), cavoli e broccoli (alimenti gozzigeni sequestranti dello iodio), lattuga classica (scarso rapporto Ca/P), zucchine, mais, carote, piante aromatiche e legumi (contengono una quantità elevata di proteine vegetali) ecc... Gli individui più piccoli spesso sono molto restii a mangiare verdura e vegetali, bisogna però cercare di forzarli perchè sono essenziali alla loro crescita. Un trucco e' quello di dare piccole dosi di carne o pesce mischiata con la verdura in modo da adattarle al sapore e col passare del tempo aumentare sempre di più la quantità di verdura e diminuire quello della carne/pesce, secondo le esigenze di ogni specie.

CIBI SECCHI

Si tratta di pesciolini secchi, gamberetti liofilizzati (gammarus) e cibo inpellet che non sono assolutamente consigliati come alimentazione base. I gammarus sono poveri di sostanze nutritive, calcio, ricchi di chitina e spesso veicoli di gravi malattie alle tartarughe. Si dovrebbe evitare la somministrazione di tali alimenti o comunque ridurli a somministrazioni davvero sporadiche. In alternativa i cibi in pellet (solo se di buona marca) possono costituire una percentuale della alimentazione ma non superiore al 20% o occasionalmente in caso di viaggi o durante le vacanze.

INTEGRATORI

Una dieta ben equilibrata necessita raramente di ulteriori integratori che comunque possono essere somministrati settimanalmente con parere veterinario esperto in rettili che, dopo averlo messo a conoscenza della dieta della tartaruga e dopo accurati esami all’ animale, valuterà se intervenire ulteriormente per non creare un eccesso di minerali, fibre e vitamine (ipervitaminosi) che può risultare altrettanto letale quanto una loro carenza. E' invece consigliato in ogni caso un integratore di calcioche per le tartarughe acquatiche può essere dato utilizzando un osso di seppia, opportunamente lavato o bollito, lasciato galleggiare che verrà morso occasionalmente oppure spolverando il cibo con del carbonato di calcio saltuariamente.

E’ fondamentale ricordarsi che l’ apporto della luce solare  (o in alternativa di neon UVB) diretta e non filtrata da vetri o plexiglas e’ assolutamente fondamentale quanto una dieta varia e bilanciata.

Pubblicato in TCI

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