Pelomedusa subrufa

Pelomedusa subrufa

Tartaruga elmetto Africana

Specie Acquatiche

Lacepede, 1788

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = CRYPTODIRA
Famiglia = EMYDIDIAE
Genere = STERNOTHERUS

Esistono tre sottospecie ognuna ben localizzata in una determinata posizione geografica dell' Africa:
1. - Pelomedusa subrufa subrufa (Lacepede, 1788, "tartaruga elmetto Africana comune");
2. - Pelomedusa subrufa olivacea (Schweigger, 1812, "tartaruga elemetto Nord Africana");
3. - Pelomedusa subrufa nigra (Gray, 1863, "tartaruga elmetto nero") distinguibili per i colori e la struttura degli scuti.

Spesso visto la difficoltà di riconoscimento delle singole sottospecie viene solo considerata la specie in generale.

STATUS GIURIDICO
Pelomedusa subrufa e' inserita in Appendice III della CITES solo per il Ghana. E' dunque di libera vendita e solo esemplari provenienti da tale paese devono essere accompagnati da certificato CITES. Tuttavia, vista la buona popolarità e diffusione di questa specie, in commercio e' possibile trovare esclusivamente esemplari
riprodotti in cattività.

DISTRIBUZIONE E HABITAT
Pelomedusa subrufa e' diffusa in tutta l' Africa centro meridionale. Sporadici insediamenti sono rinvenuti anche in Madagascar, Yemen e Arabia Saudita. Pelomedusa subrufa olivacea occupa la fascia più settentrionale: dall' Etiopia e Sudan fino alla Costa d' Avorio, passando per il Camerun e Nigeria.
Alcuni avvistamenti anche nello Yemen. Pelomedusa subrufa subrufa e' distribuita nella fascia centrale dalla Somalia fino al Ghana e in tutti gli stati dell' Africa centrale, con qualche insediamento in Madagascar.
L' ultima sottospecie Pelomedusa subrufa nigra e' diffusa nella parte meridionale, in particolare in Sud Africa.
Pelomedusa subrufa Occupa habitat con precipitazioni scarse nei mesi invernali e concentrate nei mesi estivi che risultano abbastanza umidi, mentre gli inverni molto secchi.
Le temperature molto elevate durante tutto l' anno superano in alcuni mesi i 30 gradi di media. Occupa prevalentemente piccoli bacini stagnanti e raccolte d' acqua occasionali che non tardano a prosciugarsi.
Alcuni insediamenti sono stati ritrovati ad alta quota oltre i 3000 metri.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
Pelomedusa subrufa e' una tartaruga semi-acquarica attiva durante la stagione umida delle piogge durante la quale sono frequenti lunghi spostamenti alla ricerca dei bacini o delle pozze adatti alla loro sopravvivenza.
Durante la stagione secca (da novembre a dicembre), in assenza di precipitazioni, quando molte pozze si prosciugano, si rifugiano in un substrato fangoso ed estivano per due o tre mesi per risvegliarsi in corrispondenza dell' inizio della stagione delle piogge (maggio-giugno) e riprendere le loro camminate in cerca di un acquitrino.
Sono tartarughe che fanno basking raramente e soprattutto nei periodi in cui le temperature non sono troppo elevate. Spesso utilizzano una tecnica di attacco di gruppo quando si tratta di una preda particolarmente grossa. Non e' una abile nuotatrice e lo si denota anche dalla forma del carapace. In natura se infastidita emette un odore sgradevole, mentre in cattività non mostra mai questo atteggiamento.

CARATTERISTICHE FISICHE
E' una specie relativamente piccola e raramente raggiunge i 20 cm di carapace. Il piastone, senza cerniere, può essere completamente uniforme, senza disegni, con un colore ocra ma in alcuni esemplari presenta colorazioni molto scure ed uniformi. Il carapace e' di forma ovale e i colori, che vanno dal marrone all' olivaceo, dipendono in generale dalla sottospecie.
La testa presenta spesso dei disegni simili a puntini. Il collo molto lungo e sottile viene retratto a "s" e solo parzialmente. In Pelomedusa subrufa subrufa i due scuti pettorali si toccano tra loro, in Pelomedusa subrufa olivacea sono molto separati, mentre Pelomedusa subrufa nigra ha gli scuti pettorali contigui ma con colorazioni del piastrone scure. La distinzione dei sessi avviene in base alla coda: per i maschi sottile e lunga, per le femmine corta e piccolina.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Non e' possibile allevarle all' aperto visto le temperature delle zone di provenienza. L' acquaterrario deve essere di dimensioni minime pari a 100 cm x 50 cm considerando una tartaruga adulta.
Il livello dell' acqua deve permettere alla tartaruga di respirare tenendo le zampe posteriori ancorate a terra, ricordandosi che sono scarse nuotatrici e si limitano a camminare sul fondo piuttosto che nuotare.
Sono consigliate per Pelomedusa subrufa temperature dell'acqua abbastanza elevate comprese tra i 25 e i 31 gradi centigradi: l'ideale e' 26-28. Al di sotto del valore minimo tollerabile, relativamente alto rispetto ad altre specie (circa 23-24 gradi), iniziano a manifestare un forte rallentamento del metabolismo, inappetenza e apatia che per questa specie può risultare fatale visto che per tutto l'anno nei luoghi di origine le temperature si mantengono abbastanza regolari e costanti. Temperature troppo elevate (necessarie solo in caso di debilitazioni o malattie) aumentano notevolmente il metabolismo e possono indurre la tartaruga all'estivazione, molto frequente in questa specie.
Di notte e' opportuna una escursione termica di 4 o 5 gradi centigradi. E' necessario dotare l' acquaterrario di un area emersa costituita da sassi non taglienti o tronchi (ottime le radici di mangrovia) ma anche di un' ampia superficie estesa per almeno la metà della superficie acquatica in parte costituito da terriccio umido.
L' acquaterrario deve essere dotato di un neon UVB (essenziale) con valore del 7% acceso dalle 10 alle 12 ore e posto a distanza massima di 30 cm e di una lampadina tipo spot in grado di riscaldarne un punto creando in un punto una temperatura anche oltre i 30 gradi centigradi necessari alla loro termoregolazione soprattutto se la temperatura dell' acqua non e' molto elevata.
E' fondamentale mantenere una pulizia costante dell'acquaterrario. Alcuni esemplari di Pelomedusa subrufa, in natura, vivono in acque con pH particolarmente alto (alcalino), compreso tra 8.0 e 8.5. Può essere quindi opportuno controllare i valori del pH e stabilizzarli su questo valore, aggiungendo ad esempio della sabbia corallina o del grit marino sul fondo o nel filtro raggiungendo il valore desiderato. Intervenire sul pH e' consigliato agli allevatori più esperti.

ALIMENTAZIONE
Pelomedusa subrufa e' una specie carnivora, trae il necessario apporto nutritivo da molti alimenti proteici per cui e' necessario che la dieta sia estremamente varia ed equilibrata. In natura si nutrono di tutto ciò che capita nei loro paraggi soprattutto di insetti, molluschi, crostacei, vermi, piccoli mammiferi, pesci e pesciolini.
In cattività l' alimentazione deve essere estremamente varia.
Gli individui giovani necessitano di una frequenza di alimentazione giornaliera con un giorno di digiuno o un giorno si e uno no alternato, gli adulti possono tranquillamente essere alimentati ogni 3 giorni visto i loro tempi digestivi di gran lunga piu' lenti dei giovani e le grandi dosi proteiche che assumono.
Pelomedusa subrufa puo' seguire una dieta a base di insetti (grilli, lombrichi, cavallette, camole della farina ...) opportunamente alimentati e pesci d' acqua dolce (trota, alborelle, acquadelle, gambusie ecc..) vivi, morti o interi (la soluzione migliore) a seconda della taglia della tartaruga.
Assumendo cibi poveri di vitamine e calcio e' importante che il pesce venga somministrato intero con tutte le interiora, ricche appunto di vitamine e che il cibo venga regolarmente spolverato con del carbonato di calcio.
A ciò e' opportuno integrare con altri alimenti ben accetti: girini, piccoli invertebrati (chiocciole con guscio molto ricco di calcio), molluschi, gamberetti d' acqua dolce. Si consiglia di somministrare con parsimonia carni bianche e rosse.
E' bene non somministrare cibo per cani e gatti, prosciutto, insaccati e simili. E' buona norma lasciare sempre a disposizione un osso di seppia per fornire il calcio necessario. E' possibile fare delle integrazioni vitaminiche sotto consiglio veterinario che interverrà opportunamente dopo avergli spiegato la dieta adottata e la specie allevata.

RIPRODUZIONE
In cattività raggiungono la maturità sessuale molto prima i maschi delle femmine a seconda delle dimensioni e delle condizioni di allevamento. Per la deposizione e' necessario allestire del terriccio leggermente inumidito e smosso alto circa 20 cm e largo altrettanto dove la tartaruga deporrà all' incirca 15 uova a seconda delle condizioni dell' animale, della sua età riproduttiva ecc... in un' unica deposizione.
Le uova a seconda della temperatura impiegano dai 70 ai 90 giorni per schiudersi. E' consigliato mantenere un' umidità intorno al 70% e temperature comprese tra i 27 e i 32 con eventuali lievi abbassamenti notturni in un substrato di vermiculite opportunamente idratato per mantenere la corretta umidità.
E' importante che le uova non vengano girate dalla loro posizione originaria al momento della deposizione per evitare la morte dell' embrione. All' inizio della stagione riproduttiva e' bene fornire una adeguata integrazione di calcio (necessaria in ogni specie) per il corretto sviluppo delle uova.

NOTE
Come già accennato Pelomedusa subrufa e' una tartaruga che non va in letargo e temperature troppo basse possono risultare fatali per questa specie. Mentre in natura solitamente estiva durante la stagione secca e calda.

Autore: Stefano Redaelli
 
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